Il dolore
Immobili fantasma, 81 a Licciana
E 114 scovati a Mulazzo, ma molti sono edifici rurali. L’assessore Barbieri: affidate verifiche a una società specializzata
LICCIANA NARDI. Anche i Comuni di Licciana Nardi e di Mulazzo hanno pubblicato la lista dei cosiddetti “immobili fantasma”.
Nel primo sono 81 e nel secondo 114 le particelle scovate e le relative tendite attribuite ai proprietari.
Tutti furbetti che hanno tentato di evadere le tasse sugli immobili? «Non direi - risponde Maurizio Barbieri, assessore alle finanze a Licciana Nardi - bisogna contare che abbiamo un territorio con una lunga storia contadina e quindi molte non sono case vere e proprie. Oltretutto qua la popolazione è in media di età avanzata e quindi succede che hanno difficoltà a stare dietro a certe pratiche. Poi ci sono molte eredità. Insomma serve un’analisi un po’ più approfondita che per noi sta compiendo una società specializzata in analisi catastali. Alla fine delle loro verifiche redigeranno un progetto e saranno pagate con una percentuale sugli immobili scoperti».
Rispetto ad altri Comuni della Lunigiana a Licciana il numero sembra relativamente più contenuto. «In passato abbiamo fatto un’operazione sulle ex case rurali - sottolinea Barbieri - che ci ha permesso di portarne a galla un parte significativa. Ci sono abusi sotto sequestro di cui si sta occupando il Tribunale e che potrebbero sfociare in abbattimenti di volumetrie in eccesso. Per il resto essendo noi un Comune in forte espansione, le nuove costruzioni vengono ovviamente accatastate in automatico. In ogni caso ora la legge impone un controllo capillare che non mancherà, anche perché da tutto questo dovrebbe venire un introito per l’ente che ha visto le entrate diminuire significativamente».
A Mulazzo il dato è più alto, ma anche qui sarà necessario andare un po’ più in profondità per capire bene di cosa si sta parlando. «Io ritengo che il 90% di questi immobili segnalati risulterà inconsistente - stima Claudio Mazzoni, assessore alla difesa del suolo - cioé immobili che non hanno le caratteristiche per essere considerati come case. Ovviamente ora sta ai proprietari di fare istanza al catasto per chiarire la propria situazione e invitiamo i cittadini a farlo al più presto. Già il discorso dell’Imu non porterà alcun vantaggio ai Comuni, perché quelli sono soldi che andranno per la maggior parte allo Stato, e facendo un calcolo con le informazioni che si hanno fino ad adesso anche per le prime abitazioni non dico che si pagherà come un affitto ma quasi. Non ultima poi c’è anche la preoccupazione per la riforma del catasto e quindi il conteggio non si farà più sui vani ma sui metri quadri. Insomma una situazione complessa che andrà approfondita. Certo, poi in tutto questo ci saranno anche degli abusi e faremo in modo di farli pagare come prevede la legge».
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