Il Tirreno

Via dalla Versilia per amore della divisa

Via dalla Versilia per amore della divisa

Dopo lo Scientifico si era arruolato in Marina e in missione aveva conosciuto la moglie, ora incinta

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VIAREGGIO. Era un militare vero, Vincenzo Simonini. Di quelli che vivono il loro lavoro con grande passione ed impegno. E come una vera missione. Così lo descrivono gli amici che lo sfortunato ufficiale della Marina militare aveva a Piano di Mommio, dove era cresciuto prima di dedicarsi anima e corpo alla carriera militare. Qui, nell'abitazione al numero 703 di via Francesca, Vincenzo aveva vissuto fino a poco più di un anno fa insieme al padre Irio e alla madre Graziella. Ma ormai da una quindicina di anni la maggior parte del tempo la trascorreva in giro per il mondo, in missioni di pace nei paesi più caldi dello scacchiere internazionale. E solo da un paio di anni aveva fatto rientro stabilmente in Italia, nella base Maristaeli di Luni.

Diplomatosi nel 1995 al liceo scientifico “Barsanti e Matteucci” di Viareggio, pochi mesi più tardi Vincenzo Simonini si era subito arruolato nella Marina Militare dove aveva frequentato l'Accademia navale di Livorno. Due le passioni che ha sempre coltivato sotto le armi: quella per il volo e quella per le immersioni. Passioni che era riuscito ad abbinare al lavoro, visto che negli anni aveva conseguito il brevetto di pilota per elicotteri e quello di palombaro prima e operatore subacqueo del servizio di sicurezza poi. Avvezzo a ruoli operativi, preparatissimo sia sotto il profilo fisico che psicologico, nei primi anni della sua carriera si era formato alla base elicotteri e aerei di Grottaglie, in provincia di Taranto. Poi era stato a lungo imbarcato in giro per i mari di mezzo mondo come pilota di elicotteri. Gli incarichi di cui più andava orgoglioso, però, erano quelli nei paesi ancora tormentati dalla guerra. Nel 2006 era infatti stato chiamato in una delicata missione di pace in Afghanistan. Un paio di anni più tardi aveva fatto parte del contingente italiano in Libano. E in entrambi i casi aveva ricevuto delle onoreficenze per l'eccellente lavoro prestato.

Anche la sua vita privata si era intrecciata con la sua carriera militare. Proprio durante la missione in Medio Oriente, infatti, Vincenzo aveva conosciuto Nadine Renno, una ragazza libanese di cui si era innamorato. Tanto che al suo rientro in Italia l'aveva portata con sé e nel febbraio del 2010 i due si erano uniti in matrimonio. Felicemente sposati, Vincenzo e Nadine si sono poi trasferiti a Viareggio, dove avevano preso casa in via Vespucci. In attesa l’arrivo della figlia che Nadine porta in grembo.

Forse anche per questa sua svolta nella vita privata, dall'agosto 2010 Vincenzo Simonini – nel frattempo promosso tenente di vascello – era stato trasferito a Luni al quinto gruppo elicotteri di Maristaeli. Ma anche qui non aveva rinunciato a ruoli operativi. Era infatti diventato uno degli istruttori più esperti nell'Helo dunker, una delicata esercitazione di simulazione di ammaraggio con elicottero possibile soltanto nella base di Luni. E proprio durante le una di queste esercitazioni, Vincenzo ha tragicamente perso la vita.

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