Il Tirreno

Spiaggiate migliaia di meduse blu

Spiaggiate migliaia di meduse blu

Impressionante spettacolo a Marina, ma sono esemplari innocui per l’uomo

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CARRARA. Uno spettacolo davvero inconsueto e mai visto da queste parti quello di ieri mattina, con la spiaggia di Marina che si è colorata di blu. Migliaia di velelle (Velella velella), una piccolo medusa blu innocua per l’uomo, si sono riversate lungo gran parte del litorale marinello per centinaia di metri lineari. Secondo gli esperti, i banchi di queste piccole meduse si formano al largo, soprattutto in acque pulite - e questo è un sintomo favorevole - ma in caso di mareggiate, vento forte e correnti vengono sospinte sulla spiaggia. E così, ier mattina la spiaggia, nella zona della spiaggia libera della Fossa Maestra e per decine di metri, era letteralmente dipinta di blu, il caratteristico colore delle piccole meduse. Dal punto di vista scientifico, come si può leggere sui siti internet, le Velelle (Velella velella) sono meduse, appartenenti al phylum Cnidaria, classe Hydrozoa, ordine Chondrophora, genere Velella.

Sono una specie planctonica che galleggia sulla superficie del mare e si fa trasportare dal vento.

Sono provviste di uno scheletro cartilagineo galleggiante a forma di disco ovoidale (diametro compreso fra 2 e 7 centimetri; caratteristica è la presenza sul disco di una cresta triangolare trasparente - vela, da cui il nome) con cui si fanno spingere dal vento sulla superficie dell’acqua, proprio come una barca a vela.

Sono organismi coloniali polimorfici: in ogni colonia ("barchetta") i singoli polipi (zoidi) differiscono per forma e funzione e ciascuno contribuisce alla vita della colonia secondo il proprio compito: gastrozoidi (funzioni nutritizie), dattilozoidi (funzione difensiva), gonozoidi (funzione riproduttiva).

Vivono nelle acque temperate e calde, purchè pulite, di tutti i mari e proliferano in primavera ed in autunno. Sono animali gregari e formano grandi gruppi blu scuro a volte molto densi tanto da sembrare chiazze d'olio. Durante le burrasche primaverili dei venti provenienti dai quadranti meridionali, le velelle vengono spinte dal vento forte verso le coste e il mare le deposita sulle spiagge. Gli spiaggiamenti di velelle sono aumentati negli ultimi anni, forse per un minor inquinamento marino ed un cambiamento delle condizioni ambientali (meridionalizzazione legata all'aumento della temperatura dell'acqua) o forse per la diminuizione dei loro predatori, come ad esempio le tartarughe marine. Fin qui la spiegazione scientifica. La Capitaneria di porto, che ha svolto un sopralluogo, ha fatto una segnalazione all’Arpat e all’ufficio ambiente del Comune, ma non ci dovrebbero essere problemi igienici o di smaltimento: già fra oggi e domani le meduse perderanno il colore, poi si seccheranno e diventeranno come piccole foglie. Il problema maggiore sono i tronchi riportati dalle mareggiate provenienti dal Magra. Altro lavoro per l’Amia.

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