Proteste
Senza stipendio i dipendenti Aimeri
Al termine della protesta in piazza l’azienda che si occupa di raccolta rifiuti ha promesso l’invio immediato dei bonifici
AULLA. Erano a decine ieri mattina a manifestare fuori dalla sede aullese dell’Unione di Comuni montana della Lunigiana, i lavoratori della Aimeri, la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti in Lunigiana per conto dell’Unione di Comuni.
Manifestavano per il mancato pagamento dell’ultimo stipendio i lavoratori, la cui mobilitazione, però, ha sortito l’effetto voluto: infatti, proprio oggi riceveranno i bonifici bancari di quanto loro spetta.
Una manifestazione peraltro tenutasi in maniera più che corretta, con il solo scopo di far conoscere all’opinione pubblica i problemi incontrati dagli oltre ottanta dipendenti dell’Aimeri.
Una vicenda che dimostra quanto il rebus rifiuti rimanga intricato in Lunigiana, con i lavoratori, come quasi sempre accade, stretti fra l’incudine e il martello a causa anche delle inadempienze di Comuni rimasti indietro nei pagamenti delle proprie quote di partecipazione al servizio di raccolta rifiuti.
Ma torniamo alla cronaca di quanto accaduto ieri mattina, con gli operai, in tuta da lavoro, che si radunavano fuori dalla sede dell’Unione di Comuni ad Aulla, mentre all’interno il presidente Cesare Leri incontrava i vertici della Aimeri.
A farsi portavoce della protesta, assolutamente civile, era uno dei lavoratori, Massimiliano Sichi, il quale spiegava che «l’azienda non riesce a rientrare dal debito, ma noi abbiamo mutui e rate dell’automobile da pagare. Inoltre, c’è gente alluvionata qui, spesso con un solo stipendio in famiglia, quindi pretendiamo la tranquillità del lavoro e la certezza degli stipendi».
Una situazione certamente non facile per i quasi ottanta lavoratori della Aimeri, costretti, a quanto pare, anche a viaggiare su mezzi che si romperebbero facilmente.
Fortunatamente, verso le 10 scendeva fra i lavoratori Massimo Melis, capo area della Aimeri, che forniva la buona notizia del pagamento degli stipendi.
È a questo punto che i lavoratori della Aimeri, accompagnati da Rolando Bellè della Uil trasporti, salivano le scale per raggiungere la sede dell’Unione di Comuni ed essere ricevuti da Leri.
Il presidente dell’Unione di Comuni montana della Lunigiana, di fronte ai lavoratori, al sindacato e all’azienda, parlava di «un accordo chiaro e preciso con Aimeri»; l’azienda, rappresentata da Alessandra De Andreis, riconosceva a Leri ‹di avere risolto in tre mesi, quello che non è stato risolto in tre anni›, ma faceva notare che «ci sono fatture del 2010 che ci devono essere ancora corrisposte».
Rimane il fatto che il confronto fra Aimeri e Unione di Comuni sarebbe stato molto duro, con l’ente pubblico che sarebbe intervenuto pesantemente nei confronti della ditta: «Sulla tutela dei lavoratori non sono disposto a transigere» commentava a conclusione della mattinata Leri.
Ricordiamo che, nel maggio scorso, esplodeva il caso del respingimento dei mezzi della Aimeri da parte della ditta Costa, che lavora rifiuti ad Albiano Magra.
«Mezzi respinti perché - aveva spiegato Angelo Fruzzetti, responsabile provinciale servizi pubblici della Cgil - ci sono Comuni lunigianesi che non pagano la loro quota per lo smaltimento all’Impresa Costa Mauro sas».
Fruzzetti non si era sbottonato nel modo più assoluto su quali sono i Comuni inadempienti, ma, secondo le solite voci di corridoio, si sarebbe trattato dei Comuni di Licciana Nardi e Villafranca.
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