La manifestazione
La Cassazione dà ragione all’erede
Megalascito di villa Ankuri, la nipote della nobildonna torna a sperare dopo che i beni non furono destinati ai bimbi
CARRARA. Il testamento è del 1933, la prima causa risale alla metà degli anni Ottanta, ma l’eredità di Villa Ankuri (a Massa e Cozzile, Pistoia) con il suo sterminato patrimonio stimato in circa 30 milioni di euro, sfida il tempo e la pazienza biblica di chi la porta avanti e resta affidata alla sentenza di un Tribunale.
Dopo aver affrontato in primo grado e in appello due rifiuti sulla richiesta di nullità del testamento per non aver rispettato il vincolo della donatrice Eletta Pucci, la nipote Maria Gabriella Terzani, di Marina di Carrara, incassa ora una sentenza della Cassazione che riapre i giochi sull’eredità contesa tra privati, Provincia e Asl. La Suprema Corte dice in sostanza che la causa deve essere discussa di nuovo in Corte d’Appello dopo aver annullato la sentenza dei giudici di secondo grado. Motivo? Si erano soffermati su un aspetto procedurale senza entrare mai nel merito della questione.
Cugina dello scrittore Tiziano Terzani, residente a Marina di Carrara, Maria Gabriella, assistita dagli avvocati Claudio Defilippi e Gianna Sanmicheli, accoglie il pronunciamento della Cassazione con il sollievo di chi si vede riconosciuto almeno il diritto di far valere le proprie ragioni. «È una sentenza che aspettavamo da 28 anni – esordisce la pronipote di Eletta Pucci –. Fin dall’inizio siamo sempre stati chiari. Non vogliamo soldi, ma solo il rispetto delle volontà testamentarie di mia zia. Siamo decisi ad andare avanti fino alla fine dei nostri giorni. Anche se non ci sarò più io proseguiranno la causa i miei eredi».
Al centro della disputa la destinazione di Villa Ankuri e di altri possedimenti tra Massa Cozzile, Borgo a Buggiano, Pieve a Nievole e Ponte Buggianese con fabbricati e terreni per 1.500 ettari, donati dalla vedova dell'armatore greco Luigi Ankuri con il vincolo di utilizzarli come convalescenziario per bambini e, più in generale, allo scopo di alleviare le sofferenze di bimbi con problemi di salute.
Dall'unione con il ricchissimo Ankuri, Eletta ebbe una bambina, destinata però a vivere appena due anni. Proprio in ricordo della sua sfortunata piccina la signora Ankuri, rimasta vedova, stabilì che alla sua morte la villa Belvedere, dimora principesca e in un parco con terreni immensi, case coloniche, fattorie e vigne in Valdinievole.
Alla base delle azioni legali avviate negli anni Ottanta c’è la contestazione del mancato rispetto delle volontà vergate di Eletta Pucci nel 1933 alla morte del marito. «L’ospedale per i bambini non è stato realizzato e il principio del testamento è stato stravolto in modo vergognoso» chiosa la discendente della nobildonna.
«Tutto prescritto». Provincia e Asl che hanno vinto in primo grado e in appello, sostengono che l'azione legale è prescritta (il testamento è del 1933), e che sia l'occupazione nazista sia le alluvioni avrebbero arrecato danni al patrimonio. Maria Gabriella Terzani insiste su un aspetto cruciale: «Non mi sembra che i bimbi pistoiesi e della Valdinievole usufruiscano di forme di beneficenza dalle strutture lasciate in eredità da mia zia». (p.b.)
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