Gioco
Scandalo cremazioni, politici nel mirino
I giudici ordinano l’acquisizione della relazione della commissione che accusa l’amministrazione Neri e Massa Servizi
A parlare del lavoro della commissione d’inchiesta consiliare ai giudici è stato l’assessore Gabriella Gabrielli, durante la sua deposizione come teste nel processo sulle false cremazioni del Mirteto. E l’avvocato Adriano Martini, difensore dell’ex funzionario comunale del settore cimiteriale Renzo Fialdini, ha colto la palla al balzo chiedendo l’acquisizione della relazione e dei documenti conclusivi prodotti dopo mesi e mesi di lavoro dei capigruppo. «Ne abbiamo discusso in consiglio comunale - ha raccontato l’assessore - poi sono stati presentati tre documenti, uno di maggioranza e due di opposizione (Pd e Pdl). Si ravvisano negligenze della giunta Neri». Il pubblico ministero Federico Manotti prima ha provato a opporsi all’acquisizione dei documenti, ma quando ha capito che il presidente del collegio - Paolo Puzone - stava per accogliere la richiesta di Martini è andato oltre: i carabinieri dovranno tornare in Comune e acquisire anche tutto il materiale raccolto dai consiglieri che componevano la commissione d’inchiesta. Atto che potrebbe preludere, se verranno ravvisati reati, all’apertura di un altro filone d’inchiesta.
Le conclusioni della commissione, formata dai capigruppo dei partiti rappresentati in consiglio comunale, erano un pugno allo stomaco. E solo il Pd aveva preso le distanze. Le colpe per i politici erano dell'amministrazione Neri per le troppe proroghe concesse a Euroservizi. Ma anche di Massa Servizi che come custode ufficiale non aveva controllato quello che succedeva al cimitero di Mirteto. Di fatto una continua accusa verso la giunta Neri e verso Massa Servizi. Nessuna parola invece su Renzo Fialdini, l'unico dipendente comunale imputato nel processo chiesto dal sostituto procuratore Manotti. Ma è vero, come viene spiegato nella relazione, che alcuni documenti in mano alla procura non erano stati consultati perché secretati (ora però sono atti pubblici).
Ma cosa potrebbe cambiare per il processo sulle cremazioni con l’acquisizione della relazione? Potrebbe nascere un nuovo filone di indagine, ma per il processo vero e proprio l’unica cosa che cambierà saranno i tempi: i nuovi atti dovranno essere studiati sia dalle parti sia dal collegio. È chiaro che ci vorranno giorni, se non settimane.
L’assessore Gabrielli ha raccontato anche delle lamentele che si è trovata sulla sua scrivania, appena insediata, a riguardo dei camposanti: «Lo scandalo delle cremazioni ci ha creato un danno di immagine enorme. Abbiamo dovuto fare i conti con un’eredità davvero pesante. Abbiamo dovuto riorganizzare il settore cimiteriale e anche questo non è stato un compito da poco». Poi replicando al legale dell’associazione di tutela dei defunti, l’avvocato Emiliano Pianini, che la incalzava: «Il nuovo bando? - ha concluso Gabrielli -. Meglio di quello che c’era».
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