Italia
Nca, solo un misterioso piano industriale
Verifiche su un potenziale acquirente che vuole l’esclusiva, nessuna certezza per la seconda nave Rfi, sindacati infuriati
CARRARA. Il ministero dello sviluppo economico lo ha rimesso nero su bianco: se entro la fine dell’anno non ci saranno le condizioni per vendere Nca a un nuovo acquirente, scatteranno le procedure della chiusura. Ieri i sindacati e le istituzioni locali nell’ennesimo incontro a Roma, ottenuto dopo due mesi di richieste e di scioperi dei lavoratori del cantiere navale, hanno ingoiato male il verbale ministeriale con alcuni impegni che, stando ai commenti del dopo incontro, lasciano solo vaghi spiragli.
Tanto che il sindaco Angelo Zubbani dice che «non c’è più una strada, ma un sentiero stretto. La situazione è critica. Il ministero farà verifiche per l’eventuale acquisizione della seconda nave Rfi entro la scadenza dell’opzione, il 12 giugno». Il tavolo sarà riconvocato entro 45 giorni da ieri. In sostanza a fine maggio il territorio saprà se il cantiere resterà vivo oppure se sarà avviato alla messa in liquidazione.
Sul piatto della bilancia ora c’è un misterioso piano industriale depositato ieri a Roma, con la formalizzazione della manifestazione di interesse, da parte di una non rivelata società, (italiana o straniera), spuntata nei mesi scorsi, che pretende l’esclusiva attenzione di Invitalia, facendo un’offerta che chiede venga considerata vincolante. «Inizialmente si era fatta avanti come gruppo finanziario assicurativo, ora come gruppo imprenditoriale», dice Zubbani. Ma nell’incontri di ieri altri dettagli non sarebbero emersi, se non la conferma di quanto già era trapelato: cioè che tale società o gruppo, vorrebbe occuparsi di refitting e di megayacht.
Il rischio è che se le condizioni presentate non saranno ritenute valide da Invitalia (che aveva chiesto 3 mesi per analizzare la proposta, poi scesi a uno e mezzo), e se non ci saranno altre commesse all’orizzonte, il termine di tutte queste verifiche arriverà proprio a nave Rfi ultimata. Così Nca balzerebbe direttamente dalla nuova di cassa integrazione (dopo maggio) alla chiusura.
Cosa che sindacati e istituzioni locali non vogliono. Per questo chiedono un’accelerazione della ricerca di soluzioni salvavita. Ma il verbale ministeriale parla chiaro: l’acquisizione di eventuali nuove commesse dovrà essere funzionale alla positiva conclusione del negoziato con potenziali acquirenti. E in assenza di adeguate soluzioni, Invitalia entro il 31 dicembre attuerà quanto previsto dalle norme in materia di dismissioni dalle partecipazioni. Ci sarà intanto un confronto tra Regione e ministero per dare continuità agli ammortizzatori sociali. Un riferimento anche all’area di crisi apuana: Invitalia e il ministero si riservano di esaminare eventuali manifestazioni di interesse, in base alla legge 181. Zubbani spiega che i finanziamenti relativi, sono stati sganciati dall’accordo di programma che è rimasto al palo. E quindi sarebbero disponibili purché in presenta di piani industriali seri. E fra i lavoratori del cantiere circola una domanda: forse il ministero spera che si aprano sul territorio “serbatoi” per accogliere i lavoratori Nca? Paolo Marini consigliere regionale della Fds protesta perché al tavolo non c’era né il ministro né qualche sottosegretario, ma solo delegati.
«C’era il direttore generale ma alla fine è stato un risultato – commenta il sindaco – che lascia l’amaro in bocca». A Roma c’erano anche il sindaco di Massa Pucci, gli assessori provinciali Parrini e Baldini, l’assessore regionale Simoncini, Fim, Fiom e Uilm e la rsu, e l’ad di Nca, Luigi Mor.
I sindacati in una nota «giudicano insufficiente e negativo l’esito dell’incontro». Stamani assemblea in cantiere, per nuove iniziative di lotta «per contrastare l’intenzione di chiudere il cantiere», preso atto «dell’assoluta insufficienza delle azioni del governo per acquisire la seconda nave Rfi e per ricercare soluzioni industriali concrete e adeguate per dare continuità di lavoro a maestranze Nca e indotto».
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