Gioco
«È vero, mettevamo nel forno i resti di più cadaveri»
MASSA. Il pubblico ministero Federico Manotti è riuscito a sentire uno dei tredici imputati. Ieri mattina a deporre è stato Maurizio Guerra, ex dipendente di Euroservizi. Diverse le contestazioni all’...
MASSA. Il pubblico ministero Federico Manotti è riuscito a sentire uno dei tredici imputati. Ieri mattina a deporre è stato Maurizio Guerra, ex dipendente di Euroservizi. Diverse le contestazioni all’operaio, che con Enzo Pucci aveva seguito il corso di formazione sul funzionamento del forno crematorio. «Ho visto Pucci cremare due resti mortali alla volta. L’ho detto al mio datore di lavoro (Renato Alibani, ndr) e lui mi ha rassicurato per due volte che avrebbe fatto qualcosa. Quando ho notato che tutto era come prima sono tornato nel suo ufficio e abbiamo litigato. Soltanto allora mi ha allontanato da quel forno. Devo dire però che non ha mai minacciato di licenziarmi e nemmeno di mandare via mia moglie, che faceva le pulizie per la sua ditta».
Non è stato un racconto lineare quello di Guerra, anzi più volte sia il presidente del collegio Puzone sia il sostituto procuratore Manotti hanno dovuto contestargli delle contraddizioni evidenti su quanto stava dichiarando: «Va bene - si è arreso alla fine - non avevo soltanto il sospetto che si facessero cremazioni multiple. Le ho viste con i miei occhi».
Poi sui pezzi mancanti nelle cassettine prelevate dagli ossari: «Ma che ne so, noi facevamo tutto a regola d’arte. Forse abbiamo perso qualche pezzo piccolo ma un omero ce ne saremmo accorti. Siete sicuri che non si sia sbriciolato con il tempo? Comunque io ho eseguito gli ordini che mi venivano dati e non ho mai fatto cremazioni multiple. Questo ve lo posso giurare»
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