Italia
Caruso : «Mense, non convince l’ok della commissione»
Stefano Caruso, consigliere del Pdl non crede al «tutto bene nei piatti dei nostri figli a scuola» della commissione mensa dei genitori. Nè crede al ruolo apolitico rivendicato dalla stessa
MASSA. Stefano Caruso, consigliere del Pdl non crede al «tutto bene nei piatti dei nostri figli a scuola» della commissione mensa dei genitori. Nè crede al ruolo apolitico rivendicato dalla stessa.
«Innanzitutto - attacca - se una commissione rileva delle anomalie, dato che non è politica, deve informare tutti i genitori, e non mi risulta che ciò sia stato fatto. Viceversa ha detto di aver dialogato, in forma strettamente riservata e non collegiale, con Asl, Cir e comune, come se fosse un organo istituzionale: chiariamo quale sia questo compito della commissione, allora!». Caruso trova poi «offensivo» dare la colpa della mancata fruizione del pasto alle cattive abitudini familiari dei bambini. «Questa commissione si permette di dire che tutte le famiglie hanno abituato male i loro figli e che questa società di confezionamento pasti sarebbe la soluzione migliore dal punto di vista nutrizionale. Peggio ancora pensare che in famiglia si mangino schifezze come da questi signori evidenziato.Giudizi, stranamente, troppo di parte, e soprattutto non giustificanti l'elevato numero di pasti non consumati all'interno dei vari plessi scolastici. Sarebbe opportuno informarsi presso ogni istituto in che misura si gettino pasti assolutamente integri», dice il consigliere.
Che rivela altri particolari e avanza dubbi: «Il pane che la Cir consegna a tutti i nostri bambini non appartiene certo alla "filiera corta", ma addirittura viene da un'altra regione del nord, pertanto non può essere fresco ed, indubbiamente, avrà costi maggiori rispetto a quello prodotto in loco (alla faccia del risparmio)».
E ancora una contestazione del consigliere alla replica della commissione mensa alla sua denuncia. Dice Stefano Caruso. : «Anziché preoccuparsi dell'acqua (la commissione punta per il futuro all’utilizzo dell’acqua del rubinetto piuttosto che a quella imbottigliata, ndr), ritenendo giusto che i ragazzi bevano quella imbottigliata localmente, sarebbe opportuno, per il contenimento dei costi, verificare proprio gli approvvigionamenti esterni e la qualità di questi».
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