Il Tirreno

La Procura indaga sulla Fossa Maestra

La Procura indaga sulla Fossa Maestra

Indagine anche della Corte dei Conti per l’esposto di Legambiente ma Giubilaro fa riferimento alle accuse di Micheloni

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CARRARA. Non c’è solo la Procura della Repubblica ad avere aperto un’inchiesta, ma anche la Corte dei Conti: tutto, sembra confermato, nasce dall’esposto di Legambiente del marzo del 2011, inviato appunto sia alla magistratura contabile che alla Procura presso il tribunale, e relativo in particolare all’area umida della Fossa Maestra; sia ai terreni di proprietà della moglie di Pietro Giorgieri, socialista, imprenditore balneare ma anche presidente della commissione consiliare urbanistica (e per questa parte ci sarebbe l’inchiesta della procura sull’adozione del piano strutturale del dicembre del 2009); sia all’area dell’ex residence abbattuto, e per questa parte e un presunto danno erariale vi sarebbe l0indagine della corte dei Conti.

Per fare luce sull’iter che portò all’adozione dello strumento di programmazione territoriale, la Guardia di Finanza - che ha ricevuto la delega sia dalla Corte dei Conti che dalla Procura - ha deciso di convocare come persone informati sui fatti alcuni consiglieri di maggioranza, per capire in modo neppure troppo velato se vi siano state delle pressioni da parte del consigliere Giorgieri per alleggerire i vincoli su quel terreno e se essi stessi fossero a conoscenza dei possibili conflitti di interesse.

Legambiente, nell’esposto che aveva presentato nel marzo 2011 alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, sosteneva, tra l’altro, che nella prima versione della variante del piano (quella adottata a dicembre 2009 appunto, non quella definitiva, dopo l’accoglimento della sua osservazione, di circa un mese fa) l’area umida della Fossa Maestra non fosse più considerata "invariante strutturale"; la circostanza è però negata dall’assessore all’urbanistica Andrea Vannucci, secondo il quale già in quella prima versione, a ben guardare, l’area umida era intoccabile e non vi era possibilità di "strutture per attrezzature turistiche definite di basso impatto ambientale", come invece rilevava Legambiente.

Legambiente sollevava dubbi anche sul parcheggio realizzato nell’area antistante agli stabilimenti balneari e sulla convenzione in essere.

Nei giorni successivi all’esposto di Legambiente, la commissione urbanistica presieduta dallo stesso Giorgieri accolse l’osservazione presentata da Legambiente, riesplicitando (secondo gli ambientalisti, facendo retromarcia) che l’area tornava intoccabile, o invariante secondo i termini tecnici.

Gli inquirenti avrebbero ipotizzato, come detto, anche un danno erariale - all'esame della Corte dei Conti - visto che nell'ambito del ripristino ambientale dell'area (non quella di Giorgieri, ma dove sorgeva il residence classificato come ecomostro, poi abbattuto), il Comune avrebbe dovuto acquisire, a titolo gratuito - sempre secondo Legambiente - una superficie 10 volte superiore a quella dove, negli anni '90 era stato abusivamente costruito il residence, poi demolito. La Corte dei Conti ipotizzerebbe quindi il danno erariale legato alla mancata acquisizione dell’area.

Secondo quanto emerso dalla Procura, al momento non vi sarebbero iscritti sul registro degli indagati.

Unica certezza, la lista dei consiglieri carraresi chiamati a comparire davanti alle Fiamme Gialle quali persone informate sui fatti. Ad aprire il giro di consultazioni sono stati ieri Piero Marchini e Massimo Menconi di Rifondazione Comunista: tra oggi e domani toccherà invece ai socialisti Marco Bracci e Leonardo Buselli, al repubblicano Enrico Isoppi, e a Luca Barattini, Fabio Felici, Carlo Martini e Rigoletta Vincenti del Pd.

Vannucci ribadisce: sono tranquillo. L’assessore all’urbanistica Andrea Vannucci ribadisce: «La tavola per la Fossa Maestra secondo me era già classifica come invariante; nella razionalizzazione delle Utoe, le unità territoriali organiche elementari, ci è stato chiesto da Legambiente di specificarlo ulteriormente, e noi lo abbiamo ribadito. Ma zona umida e intoccabile era prima, e lo è adesso. Non capisco come possa esserci una discussione su questo punto: non si poteva edificare nulla prima, e nulla adesso».

Giubilaro: c’è anche l’esposto di un consigliere di minoranza.Sull’inchiesta, il procuratore capo Aldo Giubilaro mantiene uno stretto riserbo. L’inchiesta, spiega, sarebbe nata anche da un esposto di un consigliere di minoranza su quell’area. Di più non dice. Il riferimento sembra all’esposto che fu presentato da Cesare Micheloni di Identità Toscana sull’area di sosta camper e al parcheggio nell’area di proprietà sempre del Bagno Lunezia. Sembra di capire che nell’ambito dell’inchiesta nata da Legambiente, il procuratore abbia chiesto di inserire anche questo esposto. Secondo Micheloni, nonostante i solleciti a risolvere una situazione che presentava anche problemi di sicurezza, l’amministrazione non avrebbe agito. (m.b.-c.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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