Sicurezza
Accorpamenti in sanità, Sel sulle barricate
Il circolo di Fivizzano critica l’Asl per l’unione tra medicina e pneumologia del Sant’Antonio Abate
FIVIZZANO. Dal prossimo 15 maggio una parte del reparto di medicina generale del Sant’Antonio Abate chiuderà per ristrutturazione che, una volta ultimata, vedrà l’accorpamento di medicina con pneumologia. E la cosa certamente non piace a molti tra i quali i componenti del Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà “Mario Colonnata” che, sull’argomento, hanno scritto a sindaco e consiglieri comunali, all’assessore regionale alla sanità, alla Conferenza dei sindaci e al direttore generale dell’Asl 1.
«Nulla si muove nella provincia apuana - scrive il Sel - escluso la chiusura dei servizi nell’ospedale di Fivizzano; in attesa che la dirigenza Asl con la Conferenza dei sindaci predisponga il nuovo piano attuativo locale».
Qui la critica «onde procedere a un risanamento delle finanze della nostra Asl, l’unica azione intrapresa è quella che, dal 15 maggio, il reparto di medicina venga chiuso con passaggio da 27 posti letto a 19, in quanto una parte del reparto dovrà essere sottoposta a ristrutturazione per procedere all’accorpamento di pneumologia con medicina. Si sostiene di dover procedere con “l’intensità di cura”, ma non a Massa e Carrara distanti 7 km, non unificando 2 ortopedie i cui stessi primari auspicano la fusione, non riorganizzando le tre medicine di Massa e le tre di Carrara».
Per il Sel «in un periodo di crisi economica crescente si sono ritrovare le risorse economiche per fare solo all’ospedale di Fivizzano, “l’intensità di cura” con risultato del percorso di accorpamento è solo il recupero di 6 unità infermieristiche».
Ma non solo: «il servizio del laboratorio analisi del Tao viene trasferito a Carrara in quanto questo determina un risparmio». Il Sel fivizzanese chiede quindi al sindaco «quale responsabile della salute dei cittadini, di difendere l’ospedale cittadino senza accettare ulteriori ridimensionamenti che di fatto sono l’anticamera della chiusura».
E alla Conferenza dei sindaci «di assumere le decisioni con senso di giustizia secondo l’art. 3, comma 2 della Costituzione Italiana che impone di rendere effettivo il diritto di uguaglianza dei cittadini anche nei riguardi della salute».
Insomma il Sel chiede che «il Pal non metta in discussione l’ospedale fivizzanese, riconoscendone l’esistenza in quanto situato in un territorio montano e che pneumologia non venga accorpata».(r.l.)
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