Il Tirreno

Un’inchiesta sul piano strutturale

Un’inchiesta sul piano strutturale

Convocati i consiglieri di maggioranza come persone informate sui fatti, da oggi le testimonianze alla guardia di finanza

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CARRARA. La Procura ha aperto un’inchiesta sul piano strutturale. La notizia, finora rimasta coperta dal riserbo, ha fatto irruzione ieri a palazzo comunale quando alcuni consiglieri di maggioranza si sono visti recapitare l’avviso di convocazione, da parte della guardia di finanza, per essere sentiti quali persone informate sui fatti.

La delibera finita nella lente della magistratura - che ha delegato le fiamme gialle ad approfondire la questione - a quanto trapela è la numero 113 dell’undici dicembre del 2009, quella cioè in cui lo strumento di programmazione del territorio fu approvato dal consiglio comunale. Fra i primi a ricevere l’avviso di convocazione, il socialista Marco Bracci, Massimo Menconi di Rc, Carlo Martini del Pd, poi via via un po’ tutti i consiglieri presenti hanno trovato la convocazione. E’ bene precisare subito che nessuno risulta indagato, ma al momento sembra di capire che si tratti di un’inchiesta nata dall’esposto di qualcuno, persona o associazione, che abbia convinto con le sue argomentazioni la procura a volerci vedere chiaro.

La scelta della magistratura è stata quella di sentire i consiglieri di maggioranza, sicuramente un campione ampio. Commenta l’assessore all’urbanistica Andrea Vannucci: «Sono assolutamente tranquillo, perché l’iter del piano strutturale è stato trasparente, abbiamo aspettato come ho sempre detto anzi un mese di più che uno in meno per dare modo a tutti di presentare le osservazioni, abbiamo accolto tutte le prescrizioni della Regione e dei vari enti, sinceramente non capisco di cosa possa trattarsi». I commenti dei consiglieri sono un po’ tutti sulla stessa lunghezza d’onda: «Aspettiamo di essere ascoltati». Sicuramente, a quanto risulta, oggi pomeriggio ci saranno Piero Marchini e Massimo Menconi, altri andranno a domani. Nel giro di questa settimana dovrebbe essere completato il giro. Farà sicuramente discutere la tempistica dell’inchiesta, ovvero in piena campagna elettorale, e a quasi due anni e mezzo della delibera di adozione.

Da notare che nello stesso 2009 fu approvata un’altra variante al piano struttural, quella in cui si adeguava la procedura di valutazione ambientale integrata, ad aprile, ma non sembra questo il riferimento.

Contro la variante generale al piano strutturale nel tempo ci furono varie proteste di comitati, ma un esposto vero e proprio a quanto risulta fu depositato da Legambiente, in particolare per l’area umida della Fossa Maestra. Ma può darsi che la procura si sia mossa per tutt’altro.(m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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