Finanza
Soccorso cave, no all’accorpamento
«Le tre infermerie non si toccano»: sindacati contro le soppressioni proposte in Regione dall’Asl. Ma prove di dialogo
CARRARA. L’Asl ha presentato ufficialmente ieri in un incontro in Regione, la proposta di riorganizzazione del Soccorso cave: sindacati di categoria e cobas marmo non demordono e continuano a dire “no” alla prospettata soppressione delle infermerie di Colonnata e Torano in funzione dell’accorpamento a Fantiscritti. Un progetto che secondo l’Asl dovrebbe razionalizzare e migliorare il servizio.
Ma dopo le alzate di scudi dei sindacati, che non vogliono vedere soppresse le storiche infermerie frutto delle lotte dei lavoratori, ora si cerca un accordo.
Ma anche le associazioni di categoria chiedono, come i sindacati, ulteriori verifiche sui tempi di percorrenza delle ambulanze, calcolati dall’Asl, in caso di accentramento del servizio in un’unica postazione alle cave. Da parte della Regione c’è la volontà di discutere per arrivare a una soluzione condivisa, ma c’è anche il nodo della revisione delle quote di partecipazione ai costi del Soccorso cave, ora suddivisi fra Asl, Comune di Carrara (e in misura minore Comune di Massa che ha solo l’infermeria di Canevara)e imprese. Infatti, tutti i soggetti sono d’accordo che il servizio debba essere migliorato con nuovi investimenti, ma le quote sono ferme all’accordo 2000-2001. Il Comune di Carrara versa da allora 280mila euro annui. Probabilmente concorrerà alle spese anche il Comune di Fivizzano (per le cave del Sagro).L’idea emersa, è quella di far pagare il servizio anche all’autotrasporto e alle aziende delle scaglie.
Per quanto riguarda la proposta dell’Asl, verranno effettuate verifiche sui tempi di percorrenza delle ambulanze alle cave nel caso di un centro unico a Fantiscritti, ma i sindacati vogliono il mantenimento dei tre presidi di Fantiscritti, Colonnata e Torano e il loro ammodernamento. Che accordo scaturira? Ieri all’incontro erano presenti tecnici della Regione, la manager dell’Asl, De Lauretis, il dottor Vatteroni per il 118, l’ing. Pellegri per il servizio di sicurezza sui luoghi di lavoro, e i rappresentanti di Assindustria, Fillea-Cgil, Feneal-Uil, Filca-Cisl, Confapi, Confail (cobas marmo), Fita Cna, Confartigianato trasporti, i presidenti delle tre cooperative di cavatori di Gioia, Lorano e Fantiscritti.
Secondo l’Asl, il Soccorso cave dovrebbe essere accentrato su una struttura unica, da costruire nella zona dei Ponti di Vara, ma ci sono perplessità sindacali sui transiti delle ambulanze nelle gallerie e sui tempi di percorrenza: dubbi che la differenza sia solo, come sostiene l’Asl, di pochi minuti nel caso di soppressione delle infermerie di Colonnata e Torano.
L’idea dell’Asl, riferisce Antonio Chiappini di Cna, «sulla quale ci riserviamo valutazioni, avendo tempo fino a maggio per arrivare a un accordo, è di creare un unico presidio fra Fantiscritti e i Ponti di Vara, accentrando nella nuova struttura personale, mezzi e tecnologie con una sala radio per le comunicazioni destinate esclusivamente agli inteventi di soccorso alle cave. L’obiettivo è di contenere le spese del servizio, ma per riorganizzarlo l’Asl prevede investimenti per circa 600mila euro. La reazione sindacale non è stata entusiastica. Si è parlato anche dell’organizzazione delle piazzole di atterraggio: il nuovo elicottero del 118 pesa 6 tonnellate, il doppio del precedente. L’Asl è disponibile ad aprire un percorso, per arrivare a un nuovo accordo con tutti i soggetti». Attilio Papini di Confartigianato condivide le perplessità: «ma la proposta ci è stata solo illustrata dall’Asl, attendiamo la relazione scritta e poi valuteremo». Massimo Matteucci segretario amministrativo dei cobas marmo: «Le tre infermerie devono restare. Non ci convincono i tempi di percorrenza delle ambulanze indicati dall’Asl in caso di accorpamento a Fantiscritti. E pensiamo che costerebbe meno potenziare i tre centri».
Francesco Fulignani (Feneal) e Roberto Venturini (Fillea): «Vanno potenziate le tre infermerie a Carrara. Per i costi, siamo disponibili a discutere le quote del Soccorso».
Anselmo Ricci presidente della cooperativa Gioia: «La Regione e l’Asl intendono fare un percorso condiviso con tutti noi. Ed è una buona cosa. Hanno parlato delle criticità del servizio, di mezzi di soccorso obsoleti, di medicherie da riammodernare. Ma per noi le infermerie devono rimanere tre. Un centro solo non può garantire, vista la viabilità, la sicurezza nei bacini. Le prove che ha fatto l’Asl sui tempi di percorrenza, non ci convincono. In quanto alle quote per coprire i costi, si rivedano e si facciano pagare anche le aziende dei sassi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
