Il dolore
L’aumento non colpisce i beni estimati
La delibera porta il canone di concessione dal 5 all’8% ma il gettito resterà costante (per ora)
CARRARA. Il primo segnale, forte, della rottura con gli industriali del marmo arriva dalla decisione del consiglio comunale di portare dal 5 all’8% (il massimo consentito dal regolamento degli agri marmiferi in vigore) il canone di concessione. Una percentuale maggiorata che andrà a gravare solo sugli agri marmiferi comunali, perché i mappali e i livelli in regime di beni estimati, non avranno più questo canone da pagare, ma saranno assoggettati solo al canone regionale (legge 78-98). Più volte il sindaco ha sottolineato che una delle prossime battaglie dovrà essere quella di ricondurre sotto l’egida pubblica anche quei beni, intanto però l’aumento dal 5 all’8%, di fatto servirà solo a mantenere costante il gettito attuale del canone di concessione, sui quattro milioni di euro l’anno. Il camnio di passo, sia per il canone di concessione che per il contributo ambientale di cui alla legge regionale 78-98, arriverà con il ricalcolo del valore medio del marmo escavato, che entro il 30 aprile l’amministrazione comunicherà cava per cava. Quel valore medio sarà la base per entrambi i tributi, canone di concessione e legge 78-98. L’obiettivo dichiarato è di portare il gettito del settore dagli attuali 15 milioni annui (compresi i detriti), a circa 20 milioni. L’ulteriore salto in avanti di 2-3 milioni potrebbe arrivare il giorno in cui finirà il contenzioso del riconoscimento di bene pubblico delle cave in regime di bene estimato, con l’ulteriore complicazione che cave totalmente estimate sono solo 4-5, e molte hanno al loro interno quote di bene estimato. Bisognerà vedere ora cosa succederà quando i concessionari si vedranno recapitare i nuovi valori medi calcolati dal Comune in assenza di accordo, e validi per il 2012-2013, sui quali dovranno pagare anche gli arretrati dal 1° gennaio: l’impressione è che ci saranno nuovi contenziosi. (m.b.)
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