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Federico, quel calcetto assassino

Federico, quel calcetto assassino

Nel 2009 un giovane avvocato perse la vita tra le lacrime dei suoi amici

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MASSA. Federico Bernacca aveva appena 34 anni ed era un giovane avvocato dal futuro luminoso. È morto una sera di gennaio del 2009 durante una partita di calcetto. Stava correndo, quando si è accasciato a terra cominciando a rantolare. Inutili i tentativi di rianimarlo a bordo campo, poi la corsa del 118 all'ospedale e la constatazione della morte per arresto cardiocircolatorio. Non c’è stato nulla da fare, come per Piermario Morosini, il giocatore del Livorno deceduto sul prato dell’Adriatico.

La partita era ormai agli sgoccioli, Bernacca era in campo con i suoi compagni della libreria "la Galleria" e stava affrontando il fanalino di coda l'Elettrico. Tutti quelli che gli erano attorno avevano capito che quel ragazzzo stava male. Un suo compagno, volontario della Croce rossa lo aveva accompagnato oltre le linee laterali lo aveva fatto stendere eaveva provato a fargli la respirazione artificiale per rianimarlo, ma Federico non dava segni di ripresa, anzi il suo colorito cominciava a diventare scuro. All’ospedale i medici non avevano potuto fare altro che constatare il decesso.

Era andata meglio, invece, a Nicola Pasquini, giocatore ventenne del Monzone. Esattamente un anno fa si era accasciato tenendosi una mano sul petto durante il match contro il Cinquale. Infarto. Era stato salvato da due compagni che erano volontari del 118. Gli hanno praticato il massaggio cardiaco, poi il ragazzo si è ripreso dopo quasi venti giorni di coma farmacologico. Adesso non gioca più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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