Sicurezza
Morosini, i medici vogliono i defibrillatori
Il consigliere della Fmsi Tonini: «Serve una legge per rendere le apparecchiature obbligatorie»
MASSA. «I fatti accaduti a Pescara sabato, la morte in campo di un atleta preparato qual era Morosini, in diretta, di fronte alle telecamere, ha ancora una volta posto in risalto la problematica della morte improvvisa nello sport. Decesso che avviene in un apparente stato di buona salute, situazione drammatica proprio per l'imprevedibilità e per il soggetto colpito«. A parlare è Cesare Tonini, consigliere regionale e provinciale della Federazione medico sportiva e specialista in cardiologia. «Sempre sabato moriva improvvisamente Gomez, una giovane pallavolista. Tutte morti la cui causa è sconosciuta e solo con un riscontro diagnostico può essere posta in evidenza, anche se, nella stragrande maggioranza dei casi, è sempre di origine cardiologica. Al di la dell'ipotesi di causa, quella aritmica è una delle più accreditate, il caso di ieri ci pone in evidenza quanto già la nostra associazione nel congresso del 2010, pose in evidenza: utilità imprescindibile dei defibrillatori semiautomatici e l'essenzialità che nelle competizioni sportive siano presenti addetti formati nella rianimazione di base per intervenire immediatamente al fine di evitare la morte del soggetto colpito. L'essenzialità della rapidità d'intervento nel soccorso è importante, tanto importante se si pensa che dopo poco più di tre minuti si entra nella morte cerebrale irreversibile».
«Questi fatti - continua Tonini - ci dicono ancora di più come siano essenziali gli accurati controlli che la medicina dello sport effettua nel momento dell'idoneità sportiva, controlli che se non presenti farebbe essere molto più salato il conto da pagare in tema di vite umane. Tali controlli sono essenziali, non solo per l'attività agonistica, ma lo sarebbero anche in quella non agonistica. Controlli che la nostra associazione ha sempre favorito e spinto a fare a qualsiasi età e ad ogni livello spingendo verso l'effettuazione di un esame da sforzo e un eco cuore, oltrechè con la visita medico sportiva e gli esami ematici di routine».
E il medico conclude: «Credo sia essenziale, non solo con le parole, ma anche con i fatti che finalmente si dichiari, magari con una legge, contestualmente all'omologazione dell'impianto sportivo, l'indispensabilità della presenza di un defibrillatore funzionante, in ogni luogo in cui si pratica sport»
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