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«Lottiamo contro il maschilismo»

«Lottiamo contro il maschilismo»

L’assessore Bernardini: nella sfera pubblica è ancora imperante

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CARRARA. «Vivo nell'ambiente della politica con dolore e sofferenza». Così si è espressa ieri mattina alla Conferenza "Perchè votare donna?", atto finale della Commissione Pari Opportunità, l'assessore alla Cultura di Carrara, Giovanna Bernardini. «Nella sfera pubblica, purtroppo, il maschilismo, nel linguaggio e nel comportamento degli uomini, è imperante ed impegnarsi come donne in politica non è affatto facile».

L'incontro, promosso dalla Commissione Pari Opportunità, presieduta da Rigoletta Vincenti, ha inteso concludere con ieri il proprio mandato quinquennale, invitando rappresentanti femminili dai diversi incarichi, come Lidia Bai, sindaco di Massa Marittima, Wanda Pezzi, consigliera di Parità della Regione Toscana, Lucia Accialini, assessore del comune di Viareggio alle Pari Opportunità e Rossella Pettinati, presidentessa della Commisione Regionale Pari Opportunità. «Sebbene tantissime leggi garantiscano l'uguaglianza di genere in ogni ambito - ha spiegato la Vincenti - quest'ultima non si è ancora pienamente realizzata, specie in ambito politico, dove, a fronte di un paese con una percentuale di donne superiore al 50%, la rappresentanza nel nostro Parlamento è ferma al 17% nella Camera ed al 14% nel Senato». «Un fenomeno da rincondurre in parte ad una mancata promozione della rappresentanza femminile in seno ai partiti, ma anche in parte ad una mancanza di impegno diretto delle donne - ha aggiunto - Spetta a loro proporsi, farsi avanti, con la consapevolezza che, senza la loro voce, la democrazia, in termini di rappresentatività della società civile è a rischio». Un'insistenza sul ruolo della donna come punto di vista differente riaffermato anche dall'assessore Bernardini, per la quale, tuttavia, è sbagliato dire a prescindere "donna è bello". «Solo con la presa di consapevolezza del sè, con lo sforzo è possibile far risaltare la differenza di vedute di cui la donna deve essere portavoce, senza limitarsi ad idealizzarla o attribuendo tutte le colpe all'universo maschile». «Altrimenti c'è il rischio di un appiattimento della figura femminile su quella maschile, senza che sia capace di apportare il proprio contributo in più alla scena politica». Per il momento, comunque, le quote rosa restano difficili da cancellare, sebbene non tutte le partecipanti alla conferenza si siano dichiarate favorevoli ad esse. «Bisognerebbe iniziare a pensare - ha detto la Vincenti - alla transizione dalle quote rosa, utili ma non certo risolutive, ad una democrazia partecipate, dove la presenza di genere sia non più tutelata dall'alto, ma garantita come specchio della società». (l.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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