Il Tirreno

Crisi, brutto tempo? Noi apriamo lo stesso La sfida dei balneari

di Melania Carnevali

Tanti bagni al lavoro nonostante le condizioni meteo Gli operatori fiduciosi: i nostri clienti arriveranno

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MASSA. L'estate è alle porte e molti stabilimenti balneari, ieri, nonostante la pioggia del mattino, hanno deciso di sfidare il tempo avverso e di aprire il loro punto ristoro.

Una ventina gli stabilimenti con il ristorante aperto da Marina a Poveromo. C'erano il Margherita, la Meridiana, il Sirena, il Mocambo, il Maria Pia e tanti altri. Ma i turisti non si sono visti e i ristoranti sono rimasti vuoti. Pochi le prenotazioni e altrettanto poche le persone in spiaggia. Le condizioni meteo non proprio primaverili (almeno durante il mattino) hanno tenuto lontano la gente e a ciò ha contribuito anche la chiusura al traffico del lungomare per tutta la mattinata - chiusura dovuta alla partenza della prima tappa del giro dell'Italia Handbike 2012, VII Crono del Mare. Una domenica con pochi turisti, poco sole, pochi affari. E che tuttavia, non scoraggia gli operatori balneari.

«Era prevedibile – spiega Roberto Aliboni del bagno Margherita a Marina – perché la domenica successiva alla Pasqua è tradizionalmente poco turistica e sono sempre poche le persone che si muovono. Per di più il tempo e la chiusura della strada non hanno certo giocato a nostro favore. Noi abbiamo aperto comunque rischiando di tener aperto per nulla. E di fatti è stato così, ma il rischio fa parte di questo mestiere».

«Non si è visto nessuno – conferma Matteo Campatelli, del Bagno Oliviero a Poveromo – ma si poteva immaginare visto la pioggia di stamani. La gente ha visto le previsioni della settimana e non si è mossa».

Insomma, questo finesettimana non è stato dei più proficui per gli addetti al turismo che, nonostante tutto, non mancano certo di ottimismo. «La crisi c’è - continua Roberto Aliboni - ma è il fattore meteorologico è la cosa più importante in questo settore. Se c’è il sole la gente non rinuncia a muoversi. Passa tutto l'anno in città e l'estate vuole il mare. Sole e mare sono un ottimo connubio per il nostro turismo. E comunque bisogna ricordare che la maggior parte dei nostri bagnanti sono per lo più persone del nord che hanno investito in questo territorio comprandosi la seconda casa per le vacanze. Non è certo la crisi quindi a fermarli. Il sole è tutto quello che ci serve, il resto vien da sé».

«Bisogna aspettare ancora qualche settimana – commenta Murizio Ragaglini di Riviera Apuana – per vedere arrivare turismo e far partire l'attività, perché ora il tempo è quello che è e la gente non si muove se non vede il sole».

Ma ci sono altri tipi di nuvole che incombono sul turismo balneare della costa apuana. Sono i nuvoloni della Bolkestein, la direttiva europea sulle concessioni demaniali. «Noi abbiamo i nostri clienti fissi – spiega Matteo Campatelli – quindi tutto sommato sarà una stagione come le altre. Il problema sarà il prossimo anno. Non sappiamo cosa ne sarà di noi e cosa ne sarà del turismo in questa zona, in base a cosa deciderà di fare il governo con la Bolkestein. Questa zona è l'unica in tutta Italia ad avere questo tipo di strutture balneari. Se si togliessero cosa ne sarebbe del turismo? Sarebbe meglio se si lasciasse la facoltà alle Regioni di deliberare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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