Il Tirreno

«Ma il Pignone non porterà l’apocalisse»

«Ma il Pignone non porterà l’apocalisse»

Zubbani replica alle accuse: immaginare scenari catastrofici è fuori luogo. Franzoni: quell’insediamento è un ecomostro

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CARRARA. La questione dello sviluppo sostenibile ha provocato Duri attacchi contro l'amministrazione comunale e il sindaco Angelo Zubbani, in occasione del confronto al Garibaldi di venerdì sera con i dieci candidati a sindaco per le prossime amministrative. Interpellati da Legambiente circa la proposta di assegnare "entro 100 giorni" un'apposita delega alla Gestione Ambientale ed ottenerne una certificazione da enti accreditati, Nicola Franzoni (FLI) e Claudia Bienaimè (Idv,Verdi, Fabbrica della Sinistra,Carrara Bene Comune) hanno espresso tutta la propria contrarietà all'attuale gestione del territorio. «Noi siamo il vero partito ambientalista - ha tuonato Nicola Franzoni - perchè abbiamo lottato contro l'insediamento del Nuovo Pignone, un ecomostro che peggiorerà ulteriormente la situazione sanitaria ed ambientale carrarese. Se di nuovo Zubbani salirà in carica possiamo attenderci un disastro ecologico a Carrara, con il test delle emissioni gassose del nuovo impianto volutamente posticipato rispetto alle elezioni: il disgusto e la rabbia dei cittadini saranno forti, ma c'è il rischio che gli elettori, non informati, finiscano per votarlo lo stesso». Non meno aspre le accuse rivolte da Claudia Bienaimè, per la quale Carrara vive: «un'emergenza non solo ambientale, per la quale noi ci impegneremo, ma anche morale e legale. Le infiltrazioni mafiose sulla Strada dei Marmi sono anche in parte da ricondurre ad un deficit di controllo dell'amministrazione, la quale, perdipiù, ha consentito di non ottemperare ad una sentenza in materia di polveri sottili. A fronte di tante mancanze l'unica risposta che hanno saputo dare le principali forze politiche in consiglio comunale, compreso il Pdl, è una delibera del dicembre 2011 nella quale si accusava un gruppo di cittadini, preoccupati per il bene della loro città, di fomentare un clima di paura e sospetto nella popolazione». Chiamato in causa, Angelo Zubbani ha invitato ad evitare forme di radicalismo demagogico anche in campagna elettorale, ricordando inoltre come: «Sebbene la soglia dell'attenzione non possa essere mai troppo alta, prefigurare scenari apocalittici per il Nuovo Pignone è quanto mai fuori luogo». Per quanto riguarda, invece, la sensibilità ambientale ha individuato «in una cultura diversa, che spetta anche alle amministrazioni promuovere, la risposta alla preservazione del territorio, fidandosi delle nuove generazioni, ormai più informate ed esperte in materia». Una risposta, quella di Zubbani, simile, per certi versi, alle proposte avanzate da Matteo Martinelli (Movimento 5 Stelle) e Paolo Vannucci (Pcl), i quali hanno insitito sulla natura alternativa delle loro filosofie politiche rispetto al sistema esistente. «Contro l'inquinamento e l'iperproduttività strutturale del nostro sistema economico - ha detto Martinelli - la vera soluzione è in una cultura alternativa, che sfrutti in maniera razionale le risorse, non attenendosi alla logica del consumo». Un'idea condivisa anche da Giuseppe Costa (Caccia ed Ambiente), per il quale «è ora di smettere di premere sull'acceleratore dell'industrializzazione forzata, che ha portato Carrara al disastro negli ultimi cinquant'anni, ed esplorare dimensioni maggiormente sane di sfruttamento del territorio, come il turismo sostenibile, anche per il bene dei nostri ragazzi». La proposta della delega ambientale è stata accettata in pieno anche da altri tre candidati sindaci presenti al confronto, Antonio Biggi (Lega Nord), Cesare Micheloni (Identità Toscana) e Elvino Vatteroni (Io voto per Carrara, 7 Luglio). Mentre con qualche riserva da Lanmarco Laquidara (Pdl, La Destra, Nuovo Psi, Dc di Rotondi): «Piuttosto che sulla metodologia, dai 100 giorni all'accreditamento presso un ente certificato, focalizzerei l'attenzione- ha dichiarato - sull'impegno a praticare la cura e tutela dell'ambiente, in un territorio segnato dal rischio di alluvioni, prevenute o contrastate in maniera inefficace, una cosa ridicola al giorno d'oggi».

Luca Menconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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