Il dolore
«Causa dell’alluvione non è il cemento»
Barani: fiumi puliti solo dopo il disastro. Il governatore Rossi torni ad Aulla con i soldi in mano, non con le promesse
AULLA. Alla fine è stato l’ex sindaco di Aulla, il deputato Lucio Barani (e segretario nazionale del Nuovo Psi), uno dei protagonisti più vivaci dell’assemblea pubblica svoltasi venerdì sera in municipio sulla questione del dissesto idrogeologico, che avrebbe causato danni, conseguenti non solo ad eventi atmosferici, lo scorso 25 ottobre.
Protagonista sì, ma non assoluto, visto che ad insidiarlo ci ha pensato Emiliano Rosaia, pittoresco cittadino di Pallerone, il quale ha interrotto spesso e volentieri i relatori per chiedere di potere intervenire: accontentato, ha potuto dire la sua alla sua maniera, impetuosamente, riscuotendo anche applausi, quando ha urlato: «Ad Aulla non deve più succedere!»
Il riferimento, ovviamente, era alla tragica alluvione del 25 ottobre 2011, tema che è stato al centro dell’attenzione di fronte ad una sala consiliare dove sedevano una cinquantina di persone.
Ad introdurre la serata è stato il capogruppo consiliare del Popolo della Libertà, Sandro Caponi, che lamentava il fatto che «come minoranza non ci viene detto nulla», prima di lasciare la parola al moderatore, il docente universitario Giuseppe Benelli, il quale chiamava in causa «lo stato di totale abbandono della montagna», come possibile concausa dell’alluvione.
Benelli, quindi, passava il microfono a Barani, che ha detto pungentemente: «Non voglio essere polemico, ma la popolazione di Aulla aveva bisogno di un sindaco il 25 ottobre 2011 e io non c’ero». Il deputato di centrodestra si è scagliato contro chi parla di cementificazione selvaggia, sostenendo che «il cemento è stato vittima dell’alluvione, non causa, i fiumi sono stati puliti solo dopo l’alluvione e il livello di ghiaia è salito di diversi metri. Una soluzione c’era – ha aggiunto il parlamentare – ed era quella di costruire casse di espansione a Filattiera e Villafranca».
Barani, quindi, ha citato ancora la diga di Teglia: «Mi dicono sia stato siglato un nuovo protocollo di intesa sull’attività della diga: perché questo aggiornamento non è stato fatto prima?».
Il deputato ha attaccato anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, invitandolo a tornare «qui soltanto con i soldi in mano, non con le promesse, visto che i nostri commercianti hanno riaperto, ma lo hanno fatto con le loro forze e c’è anche chi a riaprire non c’è riuscito».
Dopo l’intervento tutto tecnico del geologo Giovanni Raggi, la parola passava al vice presidente dell’associazione “Comitato Rinascita Aulla e Lunigiana”, Marco Pinelli, che ha ribadito «la neutralità politica del Comitato», assicurando che esponenti del governo giungeranno ad Aulla in tempi brevi.
Infine Caponi, è tornato sull’argomento della diga di Teglia, che a suo giudizio avrebbe avuto «un forte impatto».
E ha poi fatto una critica alla Regione: «A Firenze decidono nel silenzio più totale».
Nell’elenco dei relatori figurava anche il nome del medico Emmanuele Lupi, presidente dell'associazione “Aulla per il futuro dei bambini onlus”, ma non era presente all’incontro.
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