Sicurezza
Allarme mafia in provincia per agricoltura e edilizia
CARRARA. Ha fatto tappa a Carrara, ieri, la XVI "Carovana antimafia" che sta facendo il giro dell'intero Paese per testimoniare, da sud a nord quell'opposizione al malaffare cui la società civile...
CARRARA. Ha fatto tappa a Carrara, ieri, la XVI "Carovana antimafia" che sta facendo il giro dell'intero Paese per testimoniare, da sud a nord quell'opposizione al malaffare cui la società civile dovrebbe aderire.
L'iniziativa, promossa da Libera, Arci e Avviso Pubblico, cui hanno partecipato in maniera unitaria anche Cgil, Cisl e Uil (Paolo Gozzani per la Cgil e Andrea Figaia per la Cisl), si è svolta alla scuola media Taliercio di fronte ad un pubblico di giovanissimi.
Perché - come è stato più volte sottolineato - proprio ai più giovani è affidato il compito, gravoso, di ricostruire dalle basi una nuova società.
Ed è proprio di questo, della concezione di un'altra società, che si ha più bisogno oggi, dato che, come ha affermato Pascucci, Responsabile Legalità Arci Toscana, riprendendo le parole di Antonino Caponnetto, il padre di quello che fu il pool antimafia di Palermo, purtroppo, ancora, attuali: «La Toscana non è terra di mafia ma in Toscana la mafia è presente».
E un primato toscano la nostra provincia ce l'ha per quel che riguarda il gioco d'azzardo, sintomo anch'esso di una società malata. Non meno grave appare il fenomeno del caporalato, il primo passo verso lo sfruttamento della manodopera e la negazione dei diritti dei lavoratori.
Agricoltura e edilizia sono i due settori dell'economia dove la criminalità organizzata ha trovato terreno fertile: in agricoltura con il caporalato appunto, e in edilizia, settore che ci riguarda maggiormente, con la pratica di aggiudicazione degli appalti.
Dal furgone della Carovana, proveniente da Corleone, Salvatore Ferrara, della cooperativa "Lavoro e non solo" aggiunge: «all'interno delle cooperative sorte sulle terre confiscate alla mafia stiamo lavorando molto e non ci facciamo intimidire. Siamo qui, in Toscana come in tutte le altre regioni italiane per testimoniare alla gente come si vive in una terra mafiosa, quali sono le avvisaglie per accorgersi che si sta scivolando nel malaffare. Noi stiamo lottando - conclude, "e non vogliamo che questo cancro si propaghi altrove, non vogliamo un'Italia mafiosa».
La Carovana avrà quest'anno anche un'appendice internazionale: oltre alle venti le regioni italiane, toccherà parte della Francia e della Tunisia.(b.mo.)
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