Il dolore
Zubbani: Nardi non si lamenti con noi
«La portualità ci preme. Preferisco le tirate d’orecchie delle categorie». Nencini sulla crisi: le banche aiutino le imprese
CARRARA. Le accuse mosse alla classe politica locale da Filippo Nardi, amministratore delegato d della Porto di Carrara spa, il sindaco Angelo Zubbani le rimanda tutte al mittente. «Il mondo della portualità locale non ha motivo di lamentarsi con noi. Neanche per il piano regolatore portuale naufragato. Dal 2008 abbiamo intrapreso un percorso istituzionale con la Regione e mi auguro che possano concretizzarsi gli obiettivi per lo scalo commerciale, per il terminal crociere, per la nautica da diporto e per l’interfaccia porto-città. Casomai – ha aggiunto – sono più sensibile alle tirate d’orecchie delle associazioni di categoria, ad esempio per il piano artigianale di viale Galilei; e alle aziende che ci chiedono più efficienza e minore burocrazia».
Un intervento articolato, quello di ieri, in occasione dell’incontro in Comune di Zubbani e Riccardo Nencini segretario nazionale del Psi e assessore regionale al bilancio, con i rappresentanti delle categorie imprenditoriali. Un’iniziativa nell’ambito della campagna elettorale, e dal titolo “Il buon governo comincia dai Comuni”.
Ma è stato subito detto che gli enti locali sono in grandi difficoltà finanziarie, che per poter aiutare il tessuto imprenditoriale dovrebbero avere maggiori risorse, e che dovrebbe essere il governo ad adottare manovre, e a porsi anche il problema delle difficoltà delle aziende nel cercare di ottenere una maggiore apertura da parte delle banche.
Zubbani, ha anche ricordato che lunedì prossimo in consiglio comunale andranno in approvazione il piano attuativo della Grotta, per facilitare nuovi insediamenti produttivi nell’area dell’ex tabaccheria; e le tariffe del marmo.
«E’ un momento difficile, i Comuni sono chiamati a risanare i conti pubblici ma anche a rispondere alle esigenze sempre maggiori del territorio. Si sta tagliando – ha detto Zubbani riferendosi al governo centrale – sulla carne viva della nostra comunità. La crisi ha marcato ancor più il ruolo dei Comuni, le ultime 5 manovre finanziare hanno portato 10 milioni in meno nelle casse locali. E ci sono 11 miliardi di risorse bloccati in tutti gli enti locali. Dopo l’abolizione dell’Ici sulla prima casa, ora arriva l’Imu e dovremo fare gli esattori per conto dello Stato centrale. Con l’appoggio delle Regioni i Comuni devono uscire da questa situazione».
E Riccardo Nencini rincara la dose: «O il governo centrale fa qualcosa oppure rischiamo di restare in uno stagno. Chiunque governerà i Comuni dopo il 7 maggio avrà bilanci completamente da ricostruire. La Toscana in due anni ha avuto un miliardo in meno di introiti, con la conseguenza di minori elargizioni ai Comuni. Occorre una riforma per l’economia delle piccole imprese e per le spese della sanità. Vanno sostenute le imprese che lavorano con l’estero». Alla Toscana, Nencini, attribuisce il compito di una «nuova missione», con attori fra i quali mette le banche, dalle quali auspica «un allargamento del portafoglio».
Alla domanda se la Regione poteva e potrebbe fare di più, Nencini ha risposto: «Per il sociale e la sidabilità sono confermati 80 milioni, più venti per l’assistenza alle famiglie con il problema della casa. Finanziamenti invariati. Per le imprese c’è un salvadanaio di 10-15 milioni da impiegare, da giugno, sulle emergenze che dovessero presentarsi. La Regione ha messo l’accisa sulla benzina: ma per il caso Lunigiana». Cioè l’alluvione che ha messo in ginocchio in particolare l’economia aullese.
L’assessore al bilancio ha anche ricordato il Progetto a sostegno del lavoro ai giovani, «che sta funzionando». «Certo si può fare di più, ma non saprei con quali denari. Abbiamo tagliato enti, tolte indennità, ridotto la spesa corrente. Ma c’è la forbice; da una parte i minori introiti dai tributi perché chiudono le aziende e aumenta l’evasione; dall’altra i cittadini che chiedono più servizi sociali. Non siamo nella condizione di uscirne nel 2012».
La politica: il segretario del Psi è convinto che Zubbani «vincerà al primo turno», e che la coalizione di centrosinistra «è un buon esempio per le elezioni politiche del 2013». Infine Nencini fa un distinguo fra la tradizione del Psi che rappresenta (e strappa un applauso della platea), e la “vela” elettorale - che non gli piace – col simbolo della Destra e del garofano.
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