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Picco di fallimenti Il 2012 inizia male

Picco di fallimenti Il 2012 inizia male

Nel primo trimestre dell'anno c'è stato un aumento del 15% A soffrire, oltre al lapideo, le piccole aziende del settore edile

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La crisi presenta il conto alle piccole aziende. Sono i dati dei fallimenti a scattare fotografia dell'andamento dell'economia apuana: nel primo trimestre del 2012 hanno già chiuso i battenti dodici società, di questo passo a fine anno saranno almeno 48. Ma solitamente il trend si impenna da settembre a dicembre e quindi il numero finale potrebbe lievitare. Un dato preoccupante, visto che nel 2011, già etichettato come anno nero, i fallimenti si erano fermati a 40. Cinque in più del 2010 (35), mentre nel 2009 erano stati 37. Insomma, calcolatrice alla mano stiamo parlando di un incremento preoccupante (tra il 15 e il 20%) degli imprenditori che dopo aver tirato la cinghia decidono di arrendersi e di portare i libri contabili in tribunale.

I settori in affanno. Ma quali sono i settori che stanno risentendo di più della crisi? Ovviamente c'è il settore lapideo, anche perché di fatto è quello che tirava tutti quando le cose andavano bene. Ma la vera sorpresa sono le chiusure delle imprese edili. Più del 60% di chi chiude i battenti sono proprio piccole realtà, nate da uno o più muratori che si sono messi insieme. Hanno avuto una vita brevissima, le più longeve risalgono al 2005, quando cioè si vendevano parecchie case e chi comprava poi dava vita a ristrutturazioni che richiedevano l'impiego di poche persone. Adesso le case non si vendono più e quindi anche il lavoro è evaporato.

Altri fallimenti in arrivo. Ma nel settore delle costruzioni in questo 2012 anche le imprese un po' più consistenti, con quattro o cinque dipendenti soffrono e nelle prossime settimane il tribunale ha già in programma diversi appuntamenti per ratificare la chiusura delle attività.

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di Redazione Massa