Proteste
No al reintegro di Delvino
MASSA. Non erano state frutto di illegittime pressioni le dimissioni presentate dal dottor Antonio Delvino nell'ottobre 2010 dopo la scoperta del buco da 270 milioni della Asl e il reintegro dell'ex...
MASSA. Non erano state frutto di illegittime pressioni le dimissioni presentate dal dottor Antonio Delvino nell'ottobre 2010 dopo la scoperta del buco da 270 milioni della Asl e il reintegro dell'ex direttore generale, disposto nell'ottobre 2011 dal giudice del lavoro, non è ammissibile perché il rapporto che lega i direttori generali alla Regione è di carattere autonomo e fiduciario e non di lavoro subordinato.
Il Tribunale di Massa, in composizione collegiale, ha accolto il reclamo presentato dalla Regione sottolineando che tra direttori e Regioni intercorre un rapporto di lavoro privato di natura autonoma e che la figura del direttore generale è quella di un manager privato al quale sono assegnati obiettivi pubblici del cui raggiungimento il direttore stesso deve rispondere.
Viene quindi meno il presupposto principale, cioè la natura dipendente del rapporto di lavoro, che possa far parlare del cosiddetto "straining". Non estorte dunque le dimissioni e pertanto non può essere disposto il reintegro del dottor Delvino nella carica di direttore generale.
Il Tribunale ha condannato il dottor Delvino a rifondere le spese processuali.
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