Sicurezza
Figaia (Cisl): «In quattro anni persi più di 2.000 posti di lavoro»
«I numeri che arrivano dal tribunale fallimentare sono inquietanti e ci dicono che non tira più il settore lapideo, che così dopo il granito rischia di perdere anche la lavorazione del marmo, e...
«I numeri che arrivano dal tribunale fallimentare sono inquietanti e ci dicono che non tira più il settore lapideo, che così dopo il granito rischia di perdere anche la lavorazione del marmo, e quello edile. E pensare che erano state proprio le costruzioni a darci una speranza, anche se si trattava quasi sempre di artigiani che si mettevano in proprio per poter lavorare nei cantieri offrendo la maggiore flessibilità possibilità». A parlare è il segretario provinciale della Cisl, Andrea Figaia (nella foto). Che attacca: «C’è una ricerca dell’università di Padova che dice che nei distretti dove si crea il made in Italy si produce ricchezza e soprattutto si mantiene lavoro. Qui da noi non è stato possibile, perché le grandi aziende non hanno creato un indotto di qualità in grado di reggere il colpo della crisi economica. E queste sono le conseguenze: dal 2008 sono stati persi più di duemila posti di lavoro ed è aumentata la cassa integrazione in deroga».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
