Il Tirreno

Canone di concessione verso il tetto dell’8%

di Cinzia Carpita
Canone di concessione verso il tetto dell’8%

Zubbani: Lunedì si decide in consiglio, no ad accordicchi con gli industriali Marmo: serrato confronto tra candidati sindaci intervistati da Legambiente

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Due candidati a sindaco su dieci, vorrebbero che le concessioni delle cave durassero 10 anni; quattro candidati dicono venti, uno propone 15, uno di legarle a un progetto di piano regolatore, altri due non lo specificano. Al primo giro di domande poste da Legambiente nel faccia a faccia fra i candidati, ieri sera al teatro Garibaldi, l’argomento marmo ha aperto le danze. Una sala gremita.

Quattro i quesiti di Legambiente per la modifica del regolamento degli agri marmiferi: in pratica una richiesta per sapere se in candidati a sindaco volessero o meno sottoscrivere i desideri dell’associazione: il no al rinnovo automatico delle concessioni e ad accordi tariffari con gli industriali, il sì alla durata decennale delle concessioni e all’asta (alla loro scadenza) partendo dal valore di mercato del marmo.

Tirata a sorte la sequenza degli interrogati.

Lanmarco Laquidara. Pdl). «Concessioni almeno ventennali, perché le aziende abbiano utili sugli investimenti. No a rinnovi automatici, sì all’asta sulla base del valore di mercato del marmo. Tariffe da concordare fra Comune e industriali per un periodo transitorio per coinsentire alle aziende di riorganizzarsi, poi sarà il Comune a stabilire le tariffe, pur ascoltando le loro valutazioni».

PaoloVannucci. (Pcl). Aderisce in toto alle posizioni di Legambiente. «Carrara ha molti problemi da risolvere. Una vergogna quello che hanno pagato finora i concessionari delle cave. Ci vuole indignazione».

Giuseppe Costa. (Caccia Ambiente). «Il 60-70 per cento del materiale estratto deve esserelavorato sul territorio». Invita i carraresi «a stringersi attorno a coloro che amano la propria terra» riferendosi al programma della lista su ambiente e agricoltura, e sulla salvaguardia dei posti di lavoro.

Claudia Bienaimé. (Carrara bene comune, Idv, Fabbrica della sinistra, Verdi). «Noi abbiamo posto il marmo al centro del nostro programma. E’ la risorsa che può dare ricchezza alla città. Il regolamento degli agri marmiferi del 1994 era un buon regolamento, poi è stato snaturato. Dieci anni per le concessioni sono pochi, la durata va legata a un progetto di piano regolatore delle cave. No al rinnovo automatico delle concessioni, no a tariffe concordate. Canoni commisurati al valore di mercato del marmo, e controlli sul comparto». «Il Comune finora ha perso tanti soldi».

Elvino Vatteroni. (Io voto per Cararra, Lista sette luglio).«Va verificato lo stato delle cave. Concessioni per dieci anni, ma se non vengono rispettate le regole, devono andare all’asta». Propone una Fondazione senza scopo di lucro, per investire sul territorio parte dei proventi del marmo; l’altra parte alle casse del Comune.

Antonio Biggi. (Lega Nord). «Le concessioni devono durare 15-20 anni. Sì all’asta alla loro scadenza, no ai rinnovi automatici né a tariffe concordate. I ricavi per il Comune devono essere maggiori»: per garantire più soldi nelle casse municipali, con conseguente calo delle imposte.Propone anche una tassa sull’eccesso di esportazione dei blocchi.

Nicola Franzoni. (Fli). Ricorda gli esposti in Procura per le concessioni marmifere. «La ricchezza delle cave deve essere spalmata sul territorio. Entro sei mesi rilascio delle concessioni, durata massima dieci anni, poi l’asta sulla base del valore di mercato del marmo. Fissare la lavorazione di una quantità minima e massima, pena la caducazione delle concessioni. Il 50% dell’stratto va lavorato in filiera». E poi propone la videosorveglianza.

Cesare Micheloni. (Identità Toscana). «Durata delle concessioni, almeno 20 anni, no al rinnovo automatico né a tariffe concordate. Sì all’asta con valore medio di mercato. Ci sono già le leggi, basta seguirle».

Matteo Martinelli. (Movimento 5 stelle). «Concessioni per 15 anni, no a rinnovi automatici né a tariffe concordate, sì all’asta. Gli industriali del marmo devono dare di più al Comune. Va garantito anche un corretto smaltimento degli scarti dell’escavazione».

Angelo Zubbani. (Pd, Psi, Carrara futura, Fds, Pri, Udc, Sel-Sorridi Carrara). «Non abbiamo perso milioni, l’accordo del 2003 con gli industriali è scaduto nel 2011, la partita si gioca adesso. Nel 1994 l’introito del marmo era di 4 milioni di euro (rapportati alle lire), nel 2002 sei milioni, nel 2007 dieci milioni, oggi sono 15. Il Comune ha diritti, ma il 30% delle cave sono beni estimati e in cave per lo più di pregio. Perciò il regolamento va spacchettato per dare più forza al Comune. Abbiamo evitato accordicchi, e lunedì in consiglio comunale si porta l’aumento del canone, dal 5 all’8 per cento. La durata delle concessioni deve essere di 20 anni per dare la possibilità di completare i piani di coltivazione. Niente rinnovi automatici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa