Il Tirreno

Anche sugli scrutatori è polemica

Anche sugli scrutatori è polemica

Carrara Bene Comune e 5 Stelle: l’attuale criterio non rispetta i diritti di tutti

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CARRARA. «Non vengono rispettati i diritti di tutti i cittadini». Così si sono espressi ieri mattina alcuni sponenti del Movimento 5 Stelle (M5S) ed una rappresentanza dell'alleanza "Carrara Bene Comune" sulla ripartizione dei posti di scrutatore in vista delle prossime amministrative. La Commissione elettorale, presieduta dall'assessore Giuseppina Andreazzoli (Psi) (foto) e costituita da Lanmarco Laquidara (Pdl), Marco Bracci (Psi) ed Enrico Braida (Pd), ha scelto di applicare il criterio tradizionale di assegnazione degli incarichi sulla base della rappresentatività nel Consiglio comunale. Ad ogni consigliere spetteranno 9,7 scrutatori, i quali verranno, dunque, a replicare la rappresentanza scelta dalla città, mantenendo i rapporti di forza fra le forze politiche. Qualcosa che è accettato polemicamente dai due movimenti citati, privi di rappresentanza in consiglio. «E’ quanto mai preoccupante», ha dichiarato Laura Bottici del Movimento, «che i voti dei cittadini siano controllati da gente dei partiti o comunque vicini ad essi, un dato spesso ignorato fuori da certi ambienti, senza considerare poi che quelle persone disinteressate alla politica, ma in condizioni di bisogno, verranno sistematicamente escluse».

«La nostra proposta è che vi sia un'estrazione a sorte nell'albo degli scrutatori, di modo tale da avvantaggiare chi possa essere in condizioni disagiate», ha spiegato Daria Raffo, candidata del Movimento 5 Stelle. Una posizione ribadita, con maggiore moderazione, da Bruno Lazzoni di "Carrara Bene Comune", il gruppo di 4 liste a sostegno della candidatura a sindaco di Claudia Bienaimè. «Detto che la Commissione Elettorale è sovrana e dal punto di vista amministrativo non possiamo criticarle nulla, dal punto di vista etico-politico, il caso merita di essere sollevato». Pronta la risposta della Commissione, la quale, attraverso la sua presidentessa Andreazzoli, ha inteso sottolineare che «il criterio della rappresentatività dei partiti, adottato da sempre, sia emerso come risultato dell'accordo fra le diverse forze politiche e come sia, per il momento, il più efficacemente misurabile». (l.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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