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Tarsu più leggera per i negozi «prigionieri» dei cantieri

Tarsu più leggera per i negozi «prigionieri» dei cantieri

MASSA. Un fisco (locale) inevitabilmente gravoso per i cittadini, ma anche attento ai problemi dei contribuenti e alle loro difficoltà, non “sordo e cieco” come spesso lo si dipinge. È così che l’asse...

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MASSA. Un fisco (locale) inevitabilmente gravoso per i cittadini, ma anche attento ai problemi dei contribuenti e alle loro difficoltà, non “sordo e cieco” come spesso lo si dipinge. È così che l’assessore alle Finanze Alessandro Volpi concepisce l’azione impositiva del Comune. Ed è da questa “visione” che scaturiscono due provvedimenti dell’amministrazione in tema di tributi.

Uno riguarda le sanzioni per il mancato pagamento dei tributi o l’infedele denuncia di quanto il cittadino dovrebbe pagare. Ebbene, la sanzione si pagherà per un solo anno e non per due. Lo stop alla rateizzazione del pagamento dei tributi ( riconosciuta ai cittadini in difficoltà) scatterà inoltre dopo il mancato pagamento di due rate e non di una sola come avveniva finora.

L’altro provvedimento è la annunciata riduzione del 50% della tassa sui rifiuti urbani per quelle attività commerciali che si trovano – è il caso dei negozi di piazza Aranci e piazza Mercurio – nelle aree interessate dai cantieri Piuss. La modifica al regolamento comunale sui tributi che dà il via libera a questa agevolazione è stato votato all’unanimità dal consiglio comunale di mercoledì scorso. In attesa dell’arrivo della Tares, che a fine anno sostituirà la Tarsu e che sarà centrata più sulla produzione effettiva di rifiuti che sulla superficie degli immobili, la questione rifiuti è stata oggetto di un dibattito in aula.

Dibattito in cui è intervenuto, fra gli altri, Stefano Caruso del Pdl. Il quale, annunciando il voto favorevole del suo gruppo e sottolineando «il carattere costruttivo della nostra opposizione che fa proposte senza perconcetti», ha rivendicato la progenitura dello sgravio Tarsu ai commercianti «Fu proposta due anni fa dal Pdl e fu bocciata. Se la maggioranza ci avesse seguito, non avrebbe contribuito ad inasprire gli animi di quei commercianti in difficoltà economiche o che, nei casi peggiori, hanno già chiuso la loro attività».

Caruso ha inoltre proposto che, nella applicazione della futura Tares, «si tenga conto del quoziente familiare (ossia dei componenti effettivi del nucleo che vive in un’abitazione)nel calcolare le tariffe da applicare e gli eventuali sgravi». Per quanto riguarda gli studi professionali, invece, secondo l’esponente del Pdl «sarebbe opportuno rivedere le tariffe in considerazione del fatto che gli studi producono, in maggiore se non unica parte, un rifiuto che è carta ossia un materiale che, opportunamente riciclato, rappresenta un valore e non un costo per lo smaltimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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