Il dolore
Pistola alla tempia, rapinano ufficio
Assalto di due banditi alla filiale di Mail Boxes di via Marina Vecchia. Un’impiegata finisce all’ospedale in stato di choc
MASSA. Una rapina stile film poliziottesco anni Settanta: due banditi entrano nell’ufficio pistola alla mano con un caschetto sulla testa ma a visto scoperto, urlano ai dipendenti e all’unica cliente di inginocchiarsi e di non fare alcun movimento. Poi prendono una delle tre impiegate e le puntano la canna dell’arma alla tempia intimandole di aprire la cassaforte. Lei trema di paura, ma esegue l’ordine: i soldi però non ci sono perché il proprietario li aveva presi per portarli in banca. Così i due arraffano una manciata di banconote dal bancone (in tutto duecento euro) ed escono alla svelta dal locale. Poi montano su uno scooter che avevano lasciato acceso ad aspettarli e si dileguano. È successo in via Marina Vecchia nella filiale del Mail Boxes, azienda che offre servizi di consegna di pacchi e trasferimento di denaro. Era passato da pochi minuti mezzogiorno.
Davvero sconcertante, davvero preoccupante. In ora di punta, a due passi dal centro. Un episodio che si somma a una lunga serie di rapine decisamente violente che stanno creando un clima di paura in città. Tanto è vero che l’impiegata che si è vista la pistola a pochi millimetri dal volto è finita all’ospedale in stato di choc. La poverina non riusciva neppure a spiegare ai carabinieri come erano vestiti quei due tanto era terrorizzata.
Gli uomini del radiomobile stanno cercando i due malviventi. Gli elementi che hanno i mano i carabinieri non sono molti, ma non sono neppure pochi. Per prima cosa si sa che a fare il colpo è stata una coppia di italiani. Entrambi i malviventi hanno un’età che oscilla tra i trenta e i quaranta anni. E sono persone che sanno maneggiare le armi, che sanno come fare per procurarsi una pistola e soprattutto hanno il sangue freddo di puntarla addosso a una persona. In parole povere sono dei professionisti. E questo, in un certo senso, potrebbe semplificare le cose agli inquirenti.
È chiaro che il motorino era soltanto un mezzo di fortuna: i due con il ciclomotore hanno sicuramente raggiunto un’automobile e poi con quella hanno fatto perdere le loro tracce.
L’unica cosa che stona con questa aurea di professionismo e sicurezza è il bottino: duecento euro, per il rischio che si sono presi, è davvero poca cosa. Perché? L’ipotesi che fanno i carabinieri è che i due siano stati avvertiti da qualcuno che all’interno della filiale di Mail Boxes avrebbero trovato migliaia di euro. E infatti così era fino a pochi minuti prima del loro arrivo. Poi il titolare ha preso l’incasso e lo ha portato in banca. Evidentemente i due si sono attardati, forse per un contrattempo, oppure il proprietario del negozio ha fatto una cosa che non era prevista. Tutto questo per dire che la coppia di malviventi ha sicuramente un complice, un basista che gli ha indicato quanti soldi avrebbero potuto portare via e soprattutto quale era il momento giusto per entrare in azione.
All’interno della filiale la scientifica dell’Arma ha fatto i rilievi che si fanno solitamente quando si tratta di trovare i colpevoli di una rapina. Ma i due sono stati bravi anche in questo: le tracce che hanno lasciato sono davvero ridotte ai minimi termini. E sicuramente non serviranno a risolvere il caso.
Insomma, la soluzione è davvero lontana. Comunque la compagnia di Massa sta passando al setaccio la banca dati di tutti i rapinatori massesi, precedenti e soprattutto modus operandi. L’impressione però è che chi ha agito in via Marina Vecchia sia arrivato da fuori. Non da molto lontano, ma da fuori. E per questo è già sicuro di farla franca.
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