La manifestazione
Morta l’ultima superstite dell’eccidio
Clara Cecchini riuscì a sfuggire alla strage di San Terenzo rifugiandosi sotto i corpi dei genitori mitragliati dai nazisti
FOSDINOVO. Si è spenta ieri all’età di 74 anni, Clara Cecchini l’ultima superstite della strage nazista avvenuta a San Terenzo nell’agosto del 1944. Clara Cecchini da qualche tempo non stava bene, era stata colpita da una inesorabile malattia che poi non le ha dato scampo: è deceduta all’ospedale di Carrara.
Una donna davvero speciale: a soli sette anni è stata testimone di una immane tragedia; poi, per tutta la sua esistenza, aveva nascosto tutti il proprio dolore e le ferite che portava ancora sul suo corpo.
Il 19 agosto del 1944 mentre era con il padre, la madre e i tre fratelli nella fattoria di Valla, dove i genitori lavoravano, venne prelevata dai soldati tedeschi e assieme ai famigliari e agli altri abitanti di San Terenzo, messa in fila per poi essere mitragliata spietatamente. La piccola Clara fu colpita a una coscia e a un braccio, cadde svenuta a terra e poco dopo su di lei caddero i corpi privi di vita dei genitori e dei fratelli. Poco dopo rinvenne e, nonostante la giovane età, capì cosa era successo: vinto il terrore, cercò di rifocillarsi mangiando dell’uva dai filari dove sotto giacevano i morti, poi andò in casa, trovandovi la nonna morta stesa a terra.
Accortasi che i tedeschi stavano ritornando, tornò a sdraiarsi sotto i genitori morti perché aveva visto che le persone rimaste ferite venivano finite con un colpo di pistola alla nuca. Rimasta orfana, venne adottata dalla figlia dei proprietari della fattoria di Valla, Nanda Barucci col marito Pietro Carignani. Nel 1951, a soli 14 anni, contribuì con la propria testimonianza resa al tribunale militare di Bologna a fare condannare il primo responsabile di quella strage, il maggiore delle SS Walter Reder.
Questa la immane tragedia che Clara Cecchini si è portata dentro per tutta la sua vita, non facendola però mai trasparire a famigliari e amici.
«Esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia a nome di tutta la cittadinanza fivizzanese - ha detto il sindaco Paolo Grassi - abbiamo perso la memoria storica di quei terribili avvenimenti; saremo presenti in forma ufficiale ai funerali e la ricorderemo solennemente durante la Giornata della Memoria che si terrà alla presenza del vice presidente del Senato, Vannino Chiti, il prossimo 7 maggio».
Addolorato anche Roberto Oligeri del Comitato dei famigliari delle vittime civili della strage: «Clara rappresentava l’esempio tangibile della vita che ha vinto sulla barbaria umana, una figura splendida come donna e madre che non ha mai fatto pesare il proprio fardello». I funerali si svolgeranno domani alle 10,30 nella chiesa parrocchiale di Fosdinovo, dove Clara Cecchini abitava, poi la salma verrà tumulata nel cimitero di San Terenzo. Clara lascia il marito Giovanni Beverini, i figli Gianpietro, Roberto e i nipoti.
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