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Lavacchio, slitta l’udienza per una notifica sbagliata

Lavacchio, slitta l’udienza per una notifica sbagliata

Per sapere se ci sarà il processo per la frana assassina bisogna aspettare luglio Ma la carenza cronica di ufficiali giudiziari fa scoppiare un caso in tribunale

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MASSA. L’udienza preliminare per la frana di Lavacchio, costata la vita a Nara Ricci e al suo bambino di appena due anni, Mattia Guadagnucci, è slittata al 19 luglio per un errore di notifica a uno degli indagati per cui il pm Rossella Soffio aveva chiesto il rinvio a giudizio. Il sostituto procuratore non ha fatto commenti, anche se per chiudere l’indagine e fare le richieste di rinvio a giudizio nei primi mesi dell’anno aveva dovuto correre parecchio. Una corsa che è stata vanificata però dalla consegna di una notifica. E che rimanda tutto di tre mesi.

Quello delle notifiche è un problema serio per il tribunale di Massa, purtroppo non c’è procedimento che non abbia dovuto fare i conti con un intoppo del genere. Anche per la frana di Mirteto, con undici indagati, c’è stato un rallentamento. Ma nella fase di chiusura indagini (vedi box a fianco) e per questo l’udienza davanti al gup ci sarà soltanto a ottobre. Nonostante le indagini sulla frana di Mirteto siano state svolte prima dai due pm titolari dell’indagine (oltre alla Soffio c’era anche il collega Federico Manotti, trasferito a Genova a fine 2011).

Il problema è sempre lo stesso: manca personale. Ad aver bisogno di rinforzi è il settore degli ufficiali giudiziari, quelli che si devono fare carico delle notifiche. Si tratta di figure ausiliarie, che pur non appartenendo alla magistratura svolgono un ruolo fondamentale, notificando, appunto, gli atti giudiziari. Sia a Massa sia a Pontremoli sono troppo pochi, visto che quando si sovrappongono le malattie, il sistema va in tilt. Con un rischio: che senza le notifiche saltino i processi.

L’udienza preliminare della frana di Lavacchio era molto attesa, c’è una famiglia che chiede giustizia per la morte di una donna e di un bimbo di appena due anni. Il pm Soffio ha chiesto il rinvio a giudizio di quattro funzionari della Provincia, un libero professionista e il titolare della ditta che ha eseguito i lavori contestati dai periti nominati dalla procura. Si tratta di Giuliano Arrighi, capo settore dei lavori pubblici della Provincia; Mauro Alberti, responsabile servizio strade; Nicola Rossetti, responsabile servizio di costa; Libero Ballerini, capo cantoniere (colui che aveva il compito di verificare lo stato delle strade). Il libero professionista che ha certificato i lavori invece è Antonio Cirillo e il titolare della ditta è Paolo Busticchi. Per loro l'accusa è di omicidio colposo plurimo e disastro colposo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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