Il Tirreno

L’assessore scrive agli Ost e scoppia la bufera

CARRARA. Una campagna elettorale lunga e ricca di polemiche, non c’è dubbio. L’ultimo fronte è quello aperto dalla lettera scritta dall’assessore al sociale e alla casa Massimiliano Bernardi a una...

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CARRARA. Una campagna elettorale lunga e ricca di polemiche, non c’è dubbio. L’ultimo fronte è quello aperto dalla lettera scritta dall’assessore al sociale e alla casa Massimiliano Bernardi a una cinquantina di famiglie “Ost”, cioé occupanti senza titolo con assegnazione temporanea di case Erp. Una lettera-appello al voto, in cui spiega che lui e l’amministrazione hanno approvato la nuova convenzione con l’Erp che fa ricalcolare gli affitti in base al reddito, e che quindi è stata cancellata la maggiorazione del canone. Fa inoltre riferimento ad un’altra delibera che prevede una riserva per gli Ost e, con un “nota bene”, ricorda di partecipare al prossimo bando. La lettera-spot ha fatto insorgere Gianni Musetti della Destra, che la ritiene una grave scorrettezza e un abuso: «Ho portato tutto in commissariato - spiega - la casa come l’occupazione è un’emergenza, non si può utilizzare a fini elettorali, con frasi tipo “La risoluzione dei problemi, parlandone insieme”. E’ un atto meschino, che non mi aspettavo».

L’assessore Bernardi minimizza: «Ho scritto a chi ha un’assegnazione temporanea, mi sono limitato a citare la legge e la delibera; ho anche scritto di ricordarsi di partecipare al bando per le case popolari, perché a volte non lo fanno e così perdono l’occasione per essere regolarizzati. In campagna elettorale mi sembra normale valorizzare un atto amministrativo, positivo per la gente, che nessuno aveva mai fatto prima, aumentando le riserve e un occhio di riguardo per i casi sociali. Ripeto, è la legge che prevede certe procedure, noi ci siamo attenuti a quella ma le delibere sono un passo avanti nel percorso di regolarizzazione».

Domanda d’obbligo: ma era opportuno, in una lettera informativa, inserire anche il “santino” elettorale e farsi propaganda? «Io sono tranquillo - ribadisce - in campagna elettorale ho ritenuto utile informare queste cinquanta famiglie».

Non entra nel merito del caso personale dell’assessore-candidato, ma fa ugualmente polemica anche il sindacato degli inquilini Sunia: «Il problema è che le regolarizzazioni previste dalle delibere di cui si parla nella lettera sono parziali, lasciando fuori almeno altrettante famiglie. Il Comune, come ente proprietarie delle case seppure gestite dall’Erp, dovrebbe riconoscere a tutti gli occupanti-residenti il diritto alla regolarizzazione». (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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