Il Tirreno

In onda sulle Iene il caso dei malati di gioco

di Luca Menconi
In onda sulle Iene il caso dei malati di gioco

Portata all’attenzione nazionale la vicenda emersa con il carrarese Chisci: per curare il morbo di Parkinson, gli effetti collaterali hanno portato alla rovina

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Anche le Iene sul farmaco che causa gioco d'azzardo compulsivo.

Uno dei volti più famosi della popolare trasmissione di Italia Uno, Giulio Golia, ha realizzato un servizio, andato in onda lo scorso mercoledì, sugli effetti degli dopaminoagonisti, utilizzati per combattere gli effetti del morbo di Parkinson.

Sono stati quattro i casi riportati dal giornalista, di cui uno, quello del pensionato settantenne carrarese Paolo Chisci, sollevato nel 2008 proprio da "Il Tirreno".

Proprio il coraggio di questo ex-commerciante è stato decisivo nell'aprire la battaglia contro le case farmaceutiche, ritenute responsabili di avere messo in commercio un farmaco senza indicarne gli effetti collaterali.

Con un'incidenza del 5-8%, infatti, i dopaminoagonisti provocherebbero l'insorgenza di comportamenti non voluti o non controllabili, quali l'ipersessualità, la bulimia, lo shopping e il gioco d'azzardo compulsivo. Tutti elementi, hanno denunciato le Iene, non riportati sui “bugiardini” (i foglietti illustrativi) fino al 2007, sebbene i responsabili delle case farmaceutiche - coì è stato detto - ne fossero al corrente.

Il risultato è stato una vita rovinata per Chisci, come per gli altri, vittime della stessa disinformazione. Fra "gratta-e-vinci", lotto e poker online le inconsapevoli vittime sono arrivate a dilapidare una vita di risparmi, vere e proprie piccole fortune, rendendo sempre più difficili i rapporti con i propri familiari ed amici. Nella denuncia dell'operaio Ferruccio è stato lo stesso figlio a mettergli "il pugno davanti al viso" per i suoi comportamenti sempre più strani, mentre Luca ha rischiato il divorzio. Quanto a Chisci, oltre ad aver dilapidato ben 200.000 euro al gioco d'azzardo, ha detto di essere «stato abbandonato dagli amici di una vita intera, perchè pensavano fossi andato fuori di testa». Se i danni morali e psicologici saranno difficili da risanare, le vittime della superficialità (o della cattiva coscienza è sembrato suggerire Golia) altrui hanno intentato causa ai colossi farmaceutici. Grazie alla denuncia di Chisci, altri, in tutta Italia, sono divenuti consapevoli delle ragioni dei loro comportamenti ed hanno imbracciato l'arma del confronto legale per rivendicare un giusto risarcimento. A suon di perizie e riesami, la battaglia prosegue.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa