La manifestazione
Imu, allarme rosso sugli immobili rurali
L’amministrazione di Pontremoli cercherà di non incidere sul settore, ma la confusione è grande
PONTREMOLI. La data fatidica è il 18 giugno. Quel giorno i cittadini italiani dovranno mettere mano al portafoglio per pagare almeno la prima rata dell’Imposta municipale unica, la temuta Imu, reincarnazione della vecchia (e mai rimpianta per la verità) Ici.
Questa è l’unica certezza al momento, tutto il resto - a partire da quanto sarà la cifra da dare ai Comuni - è tutto più o meno da decidere.
«Siamo in attesa di chiarimento da parte del governo - conferma Manuel Buttini, assessore alle finanze - l’unica certezza è che a giugno quei soldi dovranno essere dati e se nel frattempo non sarà stato possibile stabilire le aliquote, i cittadini pagheranno quelle base. Poi a novembre si farà un saldo per far tornare i conti».
Tradotto in cifre significa il 4 per mille sulla prima casa e il 7,6 per mille sugli altri immobili, con un margine poi a discrezione dei singoli Comuni ripettivamente del 2 e 3 per mille in più o in meno.
Ma la questione delle cosiddette “seconde case” non è cosa da poco a Pontremoli, perché a seconda di quale tipo di costruzioni rientrerà in questa categoria potrebbe configurarsi una vera e propria stangata per i lunigianesi.
«Bisogna capire come saranno considerati le stalle o comunque quegli edifici usati magari come ricoveri per i trattori o per gli attrezzi - illustra Buttini - perché se saranno equiparati a seconde case qua si rischia di colpire molto duramente realtà sociali già deboli come contadini e pensionati. Noi come Comune di Pontremoli faremo di tutto per esentarli dal pagamento, ma a oggi è impossibile capire quale sarà il nostro stesso spazio di manovra. Primo perché se a giugno non riceviamo la rata di acconto andremo sicuramente in crisi di cassa, e non avremo neanche i soldi per pagare gli stipendi. E secondo perché noi stessi saremo chiamati a pagare l’Imu sui beni di nostra proprietà e anche per questo al momento è impossibile fare calcoli precisi».
Difficile quindi capire se a Pontremoli le aliquota rimarrano quella base: i Comuni hanno infatti facoltà di ritoccare in più o in meno di un 2 per mille la tassa sulla prima casa e del 3 per mille sugli altri immobili.
«Faremo di tutto per penalizzare il meno possibile i cittadini - conclude l’assessore - ma ogni decisione in merito è rimandata a quando avremo chiarimenti da Roma. Anche i Comuni che hanno già stabilito le proprie aliquote corrono il rischio di vedersele bocciare, quindi è proprio prematuro. Quanto ci metteremo noi da quando riceveremo le direttive dal Governo? Io penso che in venti giorni, massimo un mese di lavoro saremo pronti».
Quella dei fabbricati rurali è una questione che, in termine di tasse, riguarda tantissimi lunigianesi, considerati, sì, dei possidenti, però di beni non certo di rendita. Quindi l’attenzione è massima sull’entra in vigore dell’Imu e, maggiormente, su come e quanto colpirà gli immobili rurali.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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