Lutto
«Sulla sanità i pitti ingordi sono a Massa non certo a Carrara»
CARRARA. Sanità: sugli accorpamenti annunciati dal Pal Maurizio Da Mommio, responsabile comitato elettorale comunale del Pri, replica a distanza al sindaco di Massa Roberto Pucci. «Ho letto nei...
CARRARA. Sanità: sugli accorpamenti annunciati dal Pal Maurizio Da Mommio, responsabile comitato elettorale comunale del Pri, replica a distanza al sindaco di Massa Roberto Pucci. «Ho letto nei giorni scorsi che, a margine della presentazione della candidatura di Zubbani in piazza D’Armi, il sindaco di Massa Pucci ha dichiarato, in merito alla questione dell’ospedale unico di viale Mattei, che i carrarini sarebbero dei “pitti ingordi”; si riferiva all’accorpamento della chirurgia a Carrara- scrive Da Mommio - L’affermazione mi ha stupito perché viene da un politico di lungo corso che dovrebbe rendersi conto di quanto sia difficile conciliare le esigenze economiche con quelle sociali, e offeso come carrarino che si sta sobbarcando oneri pesanti in nome del risparmio e dell’efficienza sanitaria del cui degrado non ritiene d’essere complice. Spero che al sindaco di Massa non sfuggano le rinunce pesanti e i sacrifici ai quali si apprestano i carraresi, specie gli anziani, affinché si realizzi un indispensabile polo ospedaliero di qualità. Credo invece non possa sfuggirgli quanto ne soffrirà l’economia del centro di Carrara che a breve si vedrà privare del nosocomio (penso ai negozi dell’area interessata, ad esempio) ed il prestigio stesso della nostra città. Io, pitto ingordo, vorrei domandare al sindaco di Massa, che evidentemente pensa di non esserlo, quale altra logica se non quella appunto del “famelico tacchino” sta dietro alla scelta sciagurata di viale Mattei, zona che mi risulta a rischio idrogeologico grave e pesantemente inquinata, tanto che prima di iniziare i lavori si è spesa e si sta spendendo una barcata di quattrini per renderla adatta (almeno così si spera) ad ospitare l’ospedale unico? L’immagine che a me viene agli occhi più che quella dell’ingordo tacchino è quella del noto bue che da del cornuto all’asino». «Nel lamentare il fatto che evidentemente gli enormi danni subiti da Aulla nel novembre scorso non hanno insegnato nulla a chi deve progettare territorio ed infrastrutture- conclude - consiglio al sindaco Pucci di pesare bene le battute perché il confine tra il sorriso e il ridicolo è assai labile».
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