Sicurezza
Scadono le norme di salvaguardia Riparte il cemento
Controversa la data dello stop, per Della Pina è già scattato A rischio le volumetrie previste dal Piano strutturale
MASSA. Stanno per scadere, anzi sono già scadute, le norme di salvaguardia adottate tre anni fa dall’amministrazione Pucci per “difendere” il territorio da nuove edificazioni in attesa del varo del Piano Strutturale. Sulla data precisa oltre la quale lo stop al cemento non è più valido c’è contrasto. Secondo Riccardo Della Pina, consigliere comunale del Pd, il giorno fatidico è stato l’ 8 Aprile, giorno della Santa Pasqua «anche se la scadenza effettiva è il primo giorno lavorativo dopo quella data, ossia il 10 aprile, giorno della Liberazione di Massa e di liberazione anche per tutti coloro che sono stati bloccati per ben 3 lunghissimi anni da queste misure di salvaguardia, perdendo tempo, soldi e posti di lavoro. È il giorno da cui potrà riprendere un po' di lavoro dando un po' di ossigeno a operai edili disoccupati o che stentano ad arrivare a fine mese», commenta polemico e ironico l’esponente piddino. Per l’amministrazione, invece, la data è spostata un po’ più avanti: al prossimo mese. Anche se per qualcuno (dei tecnici), la scadenza arriverebbe addirittura a fine anno.
La legge in materia stabilisce che le norme di salvaguardia, cioè la sospensione dei permessi a costruire, restano in vigore fino all’approvazione del Regolamento urbanistico e comunque non oltre i tre anni dal provvedimento di adozione del Piano strutturale. Dunque, secondo i calcoli di Della Pina, visto che il Regolamento urbanistico non c’è ancora e che il Piano strutturale è stato adottato dal consiglio comunale il 7 aprile del 2009, la norma non è più in vigore.
Per gli uffici municipali, invece il conto alla rovescia parte dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della delibera. E quindi dal 13 maggio 2009.
Comunque, l’effetto – immediato o posticipato di un mese – è rilevante. La revoca dei vincoli all’edilizia (peraltro già allentati nei mesi scorsi) consente a privati e imprese di ottenere il via libera alla realizzazione di palazzine, abitazioni, opere varie previste dal Piano regolatore tuttora vigente. In questo modo, però, verranno consumate volumetrie (e pezzi di territorio) che secondo le previsioni del nuovo Piano strutturale avrebbero dovuto essere utilizzate in altor modo. Un esempio: «Se in via Pietrasanta riparte un cantiere per la costruzione di una palazzina di dieci appartamenti – sostiene Della Pina – quelle cubature di edilizia residenziale non potranno più essere conteggiate in altri comparti, poniamo per le ex colonie. E questo costringerà l’amministrazione civica a rifare i calcoli relativi agli insediamenti del Piano». L’urbanistica torna a essere un tema caldo.
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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