Sicurezza
Niente detassazione per straordinari e notturni
Benefici fiscali a rischio per centinaia di lavoratori del settore privato: mancano gli stanziamenti per l’incremento della produttività. Protesta la Uil
MASSA. Detassazione di straordinari, notturni, prestazioni aggiuntive: la legge c’è, l’accordo sindacati-aziende anche, mancano però i soldi. E per i lavoratori – specie per quelli del settore sanità – sono tempi ancora più duri.
In un anno di difficoltà economiche e tassazione sempre più pressanti succede anche questo: centinaia di lavoratori del “privato” rischiano di vedersi ridotta quella parte accessoria di stipendio che deriva dall’aver fatto straordinari, aver lavorato in turni notturni o festivi, avere svolto particolari mansioni o anche tipi particolari di part-time. Cifre, in molti casi importanti: per chi fa notturni e festivi (il caso tipico sono gli infermieri della Don Gnocchi o di altre strutture private, o di industrie della metalmeccanica) anche 4-500 euro al mese. In altre parole, ogni mille euro lordi di retribuzione aggiuntiva, il lavoratore pagava prima 230 euro di Irpef, ora ne dovrebbe pagare 100.
A denunciare la cosa è Siriano Fornesi della Uil Sanità. Il quale spiega: la legge “di stabilità” del 2011 aveva stabilito che le prestazioni aggiuntive dei lavoratori che determinano un incremento di produttività (straordinari ecc., appunto) siano detassati al 10%. Su questa parte di retribuzione, cioè, il lavoratore ha una trattenuta Irpef non del 23% come per la parte “base” dello stipendio, ma solo del 10%. Un provvedimento accolto con favore dalle aziende e dagli stessi dipendenti, almeno quelli che fanno turni straordinari festivi e notturni». Il fatto, però, dice ancora Fornesi, è che il governo non ha ancora emanato il decreto attuativo di questa agevolazione. Con il risultato che molte imprese continuano a trattenere il 23% delle prestazioni aggiuntive mentre altre trattengono il 10% ma sono pronte a presentare ai dipendenti, a fine anno, un conguaglio per recuperare il differenziale del 13%.
Un problema che riguarda tutti i lavoratori del settore privato in tutta Italia ma che qui è ancora più sentito. La detassazione degli straordinari era stata contestata come una misura inefficace in una fase, come questa, in cui il lavoro diminuisce. «In realtà – dice Fornesi – sono tanti i lavoratori che hanno, o meglio avrebbero, accesso a questa agevolazione: quelli che lavorano nelle cooperative dei servizi sociali e sanitari, ad esempio, svolgono abitualmente turni notturni e festivi e anche straordinari. Soltanto nel comparto sanità sono centinaia le persone coinvolte. Siamo all’assurdo: lavoratori che grazie a questi benefici potrebbero migliorare un poco la loro condizione economica, ma che non possono farlo perchè, pur essendoci la norma, non ci sono i finanziamenti. Il governo Monti è anche questo».
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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