Attenzione
Nca, ultimatum al governo per avere la seconda nave Rfi
Predisposta la piattaforma in vista dell’incontro del 18 aprile pronte iniziative di protesta in caso di risposta negativa
CARRARA. Vertenza Nca: una piattaforma in tre punti per l'incontro con il governo. In vista dell'incontro di mercoledì prossimo al ministero dello Sviluppo sul futuro dei Nuovi Cantieri Apuania, ieri mattina, i rappresentanti delle istituzioni locali, i sindacati e l'assessore regionale alle Attività produttive Gianfranco Simoncini hanno messo a punto un documento con tre richieste “forti e chiare” da sottoporre al governo nazionale: uno stanziamento per finanziare la costruzione a Marina di Carrara della seconda nave Rfi, maggiore impegno da parte di Invitalia nella ricerca di un partner industriale per Nca e la “definizione immediata delle misure di sostegno ai processi economici e produttivi locali” da inserire nell'accordo di programma per la reindustrializzazione della provincia di Massa-Carrara, “da stipularsi in brevissimo tempo”.
A sottoscrivere le richieste, nel corso del vertice a Palazzo Ducale, Gianfranco Simoncini, assessore regionale alle Attività produttive, Osvaldo Angeli, presidente della Provincia di Massa-Carrara, i sindaci di Carrara, Angelo Zubbani, e Massa, Roberto Pucci, Pierluigi Bardini, assessore dell'Unione dei comuni della Lunigiana, Norberto Ricci, presidente della Camera di Commercio, e i segretari di Cgil, Cisl, Uil, Fim, Fiom e Uilm.
Particolarmente dirimenti tra i punti elencati nella piattaforma, l'acquisizione della seconda nave Rfi e la ricerca di un partner industriale per Nca, da cui dipende il futuro della fabbrica. Nel documento, oltre a ribadire la centralità di Nca sia per il territorio apuano sia per l'intera cantieristica italiana e toscana, vengono elencate anche tutte le criticità della vertenza, puntando il dito contro chi, a vario titolo, ha contribuito a rendere ancor più complicata una situazione già difficile in partenza: la piattaforma prende così atto della “sostanziale inerzia di Invitalia nella ricerca di un partner privato”, della “infruttuosa ricerca di nuove commesse”, del “ritardo con cui la richiesta di un tavolo (…) è stata accolta dal governo nazionale”e della “sostanziale non attivazione della cabina di pilotaggio del protocollo d'intesa”.
Lacune e mancanze che vengono evidenziate a fronte di quanto invece è accaduto all'interno dello stabilimento, dove, in ottemperanza agli accordi “responsabilmente stipulati in sede locale”, è stata operata una riduzione del personale di Nca attraverso una serie di incentivi all'esodo anticipato.
Come a dire che i lavoratori del cantiere la loro parte l'hanno fatta, adesso se si vuole realmente salvare Nca, la palla passa o dovrebbe passare al governo: sì perché proprio a questo esecutivo, tutto composto da tecnici, spetta ora il compito di fare una scelta prettamente politica, e di pronunciarsi sull'opportunità di finanziare o meno l'acquisizione della seconda nave Rfi, prolungando così la vita del cantiere, nella speranza che - nel frattempo - il settore della navalmeccanica si risollevi. Difficile dire se la prossima settimana arriveranno indicazioni chiare in questo senso, anche perché negli ultimi tempi, a "trattare" la vertenza Nca sono sempre stati i funzionari del Ministero mentre la risposta può arrivare solo dal governo e dai suoi rappresentanti più diretti (ministri o sottosegretari). Non è un caso allora, forse, che il documento siglato ieri contempli, in chiusura, anche l'ipotesi di una “non risposta”: “Nel caso ancora una volta le richieste dovessero risultare inascoltate e non prese in considerazione - conclude il documento - tutti i soggetti sottoscrittori provvederanno, secondo i rispettivi ruoli, a concrete e forti azioni di lotta e di sostegno alla difesa dell'assetto occupazionale di Nca”.(c.ch.)
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