Il dolore
Marmo: salta l’accordo sulle tariffe
Al via le trattative individuali, cava per cava, con l’incognita degli arbitrati, il Comune vuole 4 milioni in più dal settore
CARRARA. Fumata nera dal mondo del marmo. Nemmeno l’ultimo incontro fra il direttore generale Marco Tonelli e il numero uno di Assindustria Giuseppe Baccioi. Nessuna possibilità di trovare un accordo, tutti insieme, associazioni di categoria e Comune, sulle nuove tariffe da applicare all’escavazione. Quegli aggiustamenti sulle cifre, cioè, che dovrebbero portare 19 milioni di euro nelle casse di Palazzo civico, 4 milioni in più dei 15 attuali e precisamente 12 milioni dai blocchi e 7 dalle scaglie. Il braccio di ferro si è concluso con un nulla di fatto. La partita, ancora una volta, dopo la rottura del tavolo del lapideo di un paio di anni fa (durante la presidenza di Assindustria di Alessandro Caro, con Zubbani sindaco) non si è chiusa. E adesso il Comune procederà con le trattative individuali, cava per cava, previste dal regolamento. In sostanza sarà l’amministrazione, a comunicare per lettera, ad ogni concessionario, il valore e il relativo canone da applicare alla propria cava. Il tutto con la grossa incognita degli arbitrati: in sostanza se tutto va bene gli industriali potrebbero accettare le tariffe del Comune e, di conseguenza, pagare quanto stabilito dall’amministrazione. Oppure ricorrere agli arbitrati, facendo dilatare ancora di più i tempi per vedere entrare nuovi soldi dal marmo nelle casse del municipio.
E così, alle cave, gli imprenditori continuerebbero a pagare, per il marmo escavato, le tariffe ormai scadute a fine dicembre. E cioè: 4,60 euro a tonnellata per i blocchi di prima fascia, 7,80 euro per quelli di seconda fascia e 13 e 50 per quelli contemplati nella terza fascia. Un bel po’ di meno rispetto a quello previsto dalle nuove tariffe che, per i materiali top (calcata, statuario e colorati) salgono fino a 35 euro. Al posto degli attuali 13 e 50 a tonnellata. Ma, e su questo da Palazzo civico sono molto chiari, una volta stabilito il quantum, anche attraverso gli arbitrati, la riscossione sarà retroattiva: in sostanza quello versato fino ad oggi sarebbe da considerarsi solo un acconto.
Ma non è solo questa la partita relativa al lapideo di cui si occuperà, nel consiglio straordinario convocato per lunedì prossimo, l’amministrazione Zubbani. In discussione anche per la fissazione dell'aliquota da applicare per la determinazione del canone di concessione degli agri marmiferi comunali (per il biennio 2012-2013). La forchetta prevista dal Regolamento consente di aumentare il 5% del canone fino all'8% (rimane al 5 invece l'aliquota per il ripristino ambientale). Il consiglio comunale potrebbe quindi aumentare l'aliquota dal 10 al 13%, e anche questa manovra finirebbe per incidere di più sui materiali pregiati rispetto al bianco.
Ma, proprio alla luce dell’avvio delle trattative individuali l’amministrazione potrebbe decidere di non toccare quell’aliquota. Visto che, non essendoci l’accordo sulle nuove tariffe, ogni cava dovrà pagare in base agli agri marmiferi. Insomma, visto che Palazzo civico pensa di recuperare i 4 milioni che mancano all’appello dal marmo con le trattative individuali, potrebbe non ritoccare l’aliquota del canone.
L’ultima parola spetterà, comunque al consiglio comunale di lunedì.
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