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Imu, Villafranca eviterà la stangata

Imu, Villafranca eviterà la stangata

L’amministrazione comunale al lavoro per tenere allo 0,4 per mille la nuova tassa municipale sugli immobili

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VILLAFRANCA. L’ufficialità ancora non c’è, ma fonti vicine all’ambiente comunale riferiscono come l’amministrazione villafranchese stia pensando a un modo per tenere l’aliquota Imu al minimo, ovvero a quella soglia dello 0,4% che non rappresenterebbe un peso per le famiglie, dato il già pesante contesto e la riduzione sempre maggiore del potere d’acquisto.

Già nelle parole dell’assessore al bilancio, Massimo Romiti, si può intravedere come l’ufficiosità potrebbe anche coincidere con la realtà: «Il Comune - spiega Romiti - tenderà come sempre ha detto nel suo programma elettorale, a non pesare sulle tasche dei cittadini. Cercheremo di mantenere alta l’attenzione sulle prime case, studiando anche delle metodologie che consentano agevolazioni. Un po’ di confusione c’è ancora al momento dato che ufficialmente il Governo non ha ancora dato direttive fisse. Anche se una cosa già ben chiara c’è ovvero che tutto ciò che riguarderà le agevolazioni graverà sulle spalle del Comune. A giugno, intorno alla metà dovrà essere pagato la prima metà della tassazione, a novembre bisognerà pagare il restante, più un eventuale maggiorazione se ci dovessero essere dei ritocchi verso l’alto delle aliquote».

Le nuove disposizioni legislative contenute nel decreto di legge 201/2011, chiamato anche decreto “Salva-Italia”, sono indirizzate a rafforzare i conti pubblici per mettere al sicuro il Paese dall’eventualità di default, ovvero di bancarotta. Tra tutte le novità che questo testo presenta, quella che ha suscitato maggiore perplessità è la reintroduzione della tassa sugli immobili, l’Imu. L’Imposta municipale si applicherà sui fabbricati, aree fabbricabili e terreni posseduti da ciascun contribuente ai sensi dell’ex articolo 2 D.Lgs 504/1992 in cluse prime case e relative pertinenze. La base imponibile dell’Imu è data dalla rendita catastale rivalutata con appositi moltiplicatori. Per i terreni agricoli, ad esempio, viene calcolata moltiplicando il reddito domenicale iscritto al catasto per 120. Per i fabbricati viene ottenuta rivalutando la rendita catastale del 5% e poi moltiplicando il risultato ottenuto con uno dei diversi moltiplicatori, assegnati a seconda di quale gruppo sia appartenente l’immobile. L’aliquota base Imu applicata in via sperimentale a partire dal 2012 è stata fissata nella misura (0,76%) che i Comuni potranno aumentare o ridurre del 3 per mille (0,3%). La riduzione potrà essere rivista fino ad un massimo del 4 per mille (0,4%) per gli immobili posseduti dai soggetti Ires (società di capitali), immobili locati, immobili non produttivi di reddito fondiario.

Dell’aliquota ordinaria (7,6 per mille) il 50% costituirà entrata per lo Stato mentre la restante parte, al netto delle eventuali detrazioni spettanti, verrà destinata ai Comuni. L’aliquota potrà essere aumentata o diminuita ulteriormente dai Comuni del 2 per mille.(c.bo.)

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