Gioco
La Fita Cna: in 10 anni morte 170 aziende
«Gasolio alle stelle». La richiesta al governo Monti: la reintroduzione dell’accisa mobile
CARRARA. La Fita Cna provinciale lancia l’Sos per il settore: «Emorragia di imprese di autotrasporto: chiuse 17 ditte all’anno dal 2000». I motivi? «Caro carburante e cartelli economici»: l’associazione chiede i controlli della Guardia di Finanza.
In dieci anni sono “morte” 170 aziende apuane del settore. «Tra il 2005 ed il 2010 hanno chiuso quasi il 20% delle imprese registrate (15,5% il dato toscano) mentresolo tra il 2010 e 2011 il 4,1% (3,8 su scala regionale). In dieci anni il nostro settore si è ridimensionato drasticamente. E’ una lenta agonia. Il caro gasolio ci sta dando il colpo del ko: se il Governo non interviene per calmierare i prezzi, entro la fine dell’anno chiuderanno la metà delle imprese. Non sono – conferma la Fita Cna – dati terroristici».
Il prezzo del gasolio alla pompa ha già superato la soglia di 1,80 euro al litro e vola verso i due euro.
L’associazione di categoria, «rivendicando i punti della piattaforma di richieste inviata al Governo». ora chiede che si vengano «intensificati i controlli della Guardia di Finanza e che l’Antitrust possa verificare se e come esistano cartelli economici nella gestione del prezzo dei carburanti alla pompa».
Secondo Cna, infatti,«le compagnie, riducendosi i consumi, hanno a loro volta aumentato i prezzi approfittando di una situazione di assoluto controllo della distribuzione». Alle lamentele degli autotrasportatori, Fita-Cna unisce una serie di proposte già avanzate al Governo Monti in attesa del decreto liberalizzazioni che dovrebbe, questo l’obiettivo, “raffreddare” i prezzi alla pompa. Tra le proposte della piattaforma gli autotrasportatori chiedono la reintroduzione dell’accisa mobile che «consiste in una riduzione delle accise (nel 2008 era trimestrale) compensata dalle maggiori entrate dell'Iva che lo Stato incassa ad ogni aumento dei carburanti; la sterilizzazione dell’Iva sulle accise, le quali a loro volta dovrebbero essere ridotte al minimo livello consentito dalle direttive comunitarie; che sia mantenuta la possibilità di richiedere il rimborso annuale delle accise oltre a quello trimestrale in vigore dal 2012. Richieste legittime di un settore strategico e fondamentale per il sistema paese e per il sistema apuano».
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