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Pienone a Marina: il mini boom di Pasqua e Pasquetta

Pienone a Marina: il mini boom di Pasqua e Pasquetta

Tutto esaurito in bagni (15 quelli aperti) e ristoranti meno bene hotel e pensioni, ressa alla fiera del Lunedì

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MASSA. Chi intabarrato con piumiuno e sciarpa, chi a maniche corte; chi in stivali, chi in pantaloni corti.Tutti al mare, però, condizione necessaria (anche se non sempre sufficiente) per il turismo apuano. Pasqua e Pasquetta in versione fredda non fermano i turisti che arrivano in forze sulla costa massese e restituiscono il sorriso ai commercianti. Anzi, la temperatura più bassa della media stagionale e le condizioni incerte (soprattutto domenica) hanno indotto la gente a fermarsi più volentieri in bar, ristoranti, trattorie e locali vari.

«È andata meno peggio del previsto», sintetizzano gli operatori del commercio. Detta in altre parole: non c’è stato un pienone straordinario, ma di gente ne è arrivata tanta. E se per alberghi e pensioni il bilancio non è tutto positivo – crisi e condizioni meteo hanno spinto a gite di un solo giorno – lo è stato invece per gli altri esercizi commerciali.

Compresi gli stabilimenti balneari, una quindicina almeno, che hanno aperto battenti e ombrelloni (anche se questi ultimi sono stati poco sfruttati). «Abbiamo lavorato a pieno regime in questi due giorni, anche se la maggior parte dei clienti ha rinunciato ai tendoni che pure avevamo allestito e si è accontentata di vedere il mare da dietro una vetrata – dice Roberto Aliboni, con-titolare del bagno Margherita ». Sono arrivati, spiega ancora, soprattutto i proprietari delle seconde case, turisti “d’adozione”, meno i turisti occasionali, frenati, appunto dal tempo incerto. «Comunque – conclude Aliboni – è stato un week end incoraggiante: se teniamo conto delle condizioni meteo non certo perfette e della grande aria di crisi che si respira per tutto il paese non possiamo davvero lamentarci».

Infatti, non si lamentano i locali del lungomare e gli altri stabilimenti aperti, che per il pranzo di Pasquetta hanno fatto i doppi turni ai tavoli (quelli apparecchiati all’aperto sono stati spesso rifiutati dai clienti) e neanche i bar dell’intera zona di Marina.

In molti, poi, non hanno voluto rinunciare a prendere un po’ di sole sulla spiaggia, magari anche in costume. E qualcuno, addirittura, si è spinto fino al tuffo in mare.

Pienone, soprattutto nel pomeriggio di Pasquetta, anche nelle zone più interne del Lungomare, dove molti negozi erano aperti, e quaso ressa tra le bancarelle (quasi 150) che hanno riempito fino a sera piazza Betti, via Zini e quasi tutto il centro di Marina.

A conti fatti: una Pasqua discreta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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