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Muore nel sonno, risolto giallo a Casette

Muore nel sonno, risolto giallo a Casette

Il marocchino è stato colpito da infarto mentre dormiva. Era ospite di un signore dopo lo sfratto. Era parso un omicidio

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MASSA. Era stato sfrattato una decina di giorni fa dalla padrona di casa e aveva trovato ospitalità nell’appartamento di un signore di Casette che lo conosceva per averlo avuto alle sue dipendenze per un lavoretto edile. Mohammed El Aroui, 49 anni, aveva promesso che se ne sarebbe andato appena scovava un’altra sistemazione. Non ne ha avuto il tempo, perché lo hanno trovato senza vita il giorno di Pasqua. Lo ha scoperto il proprietario dell’alloggio dove era ospite. L’anziano era andato a vedere se stava bene, visto che era quasi mezzogiorno e lui non si era ancora fatto sentire. I due si erano messi d’accordo per passare la festività insieme.

Il padrone di casa ha chiamato i carabinieri e i militari, coordinati dal sostituto procuratore Rossella Soffio, hanno effettuato i rilievi nella stanza. Anche perché all’inizio c’era qualcosa che non quadrava in quel decesso. Troppo giovane quel marocchino per morire nel sonno senza un motivo. Invece è bastato poco per capire che le cause di quella morte erano naturali, «un’insufficienza cardiocircolatoria acuta», come ha stabilito il medico legale Maurizio Ratti. Non lo ha fatto su incarico della procura - perché non è mai stata aperta un’inchiesta in questo senso, tanto era lampante che non c’erano lesioni -, ma come dirigente ospedaliero che ha firmato i fogli per consegnare la salma al fratello sceso a Massa da Firenze per riportare il congiunto in Marocco.

Mohammed aveva regolare permesso di soggiorno e lavorava, anche se ultimamente di tanto in tanto, come manovale. Nell’edilizia. Ed è qui che aveva conosciuto l’anziano che poi lo ha ospitato a casa sua quando è rimasto senza un alloggio. Lo sfratto era stato davvero repentino e quindi lui non era riuscito a trovare un’alternativa in così poco tempo. Anche perché non navigava nell’oro.

L’ultima sera della sua vita, come hanno raccontato sia il vecchietto che gli ha offerto un letto per dormire sia alcuni vicini, l’ha passata in allegria. È andato al ristorante a mangiare con l’anziano. I due si erano messi d’accordo anche per il giorno successivo: volevano passare insieme la Pasqua. Invece quando l’amico è andato a svegliarlo lo ha trovato esanime. Per il vecchietto è stato un trauma, si era affezionato a Mohammed, una persona che in questi dieci giorni di convivenza si era fatto apprezzare per la sua gentilezza e la voglia di dare una mano. I lavori più pesanti li faceva sempre lui. Sembrava forte, invece il suo cuore era fragile. Probabilmente il marocchino non sapeva neppure di essere malato, visto che sulla banca dati dell’Asl il suo nome è risultato sconosciuto. Eppure abitava e lavorava ai piedi delle Apuane da diversi anni. Senza mai accusare un malore, senza mai farsi curare. Invece un’insufficienza cardiaca se lo è portato via mentre stava riposando. Il funerale come detto si terrà con ogni probabilità in Marocco, dove ci sarà qualcuno a piangerlo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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