Sicurezza
«Lavori al guado iniziati in ritardo e troppo costosi»
Roberto Malaspina accusa Novoa e Mazzoni di non aver accelerato gli interventi del dopo alluvione
MULAZZO. Malaspina, candidato sindaco della lista “Ricostruiamo Mulazzo” critica Claudio Novoa e Claudio Mazzoni, entrambi della lista avversaria “Insieme per il nostro futuro” in merito al lavori post alluvione al guado provvisorio.
«Novoa e Mazzoni ringraziano “devotamente” la Regione Toscana e scoprono l’acqua calda quando affermano che “l’inizio dei lavori per la realizzazione del guado, rappresenta una svolta fondamentale per aprire concretamente la fase della ricostruzione di Mulazzo” - scrive Malaspina - peccato che siano passati più di 5 mesi dall’alluvione, peccato per tutto questo tempo perso nel quale non è stato fatto nulla di nulla, peccato perché se le amministrazioni avessero scelto la procedura della “somma urgenza”, il guado poteva essere realizzato 5 mesi fa, vicino al ponte crollato e con un costo nettamente inferiore ai 610mila euro di oggi. Ma nessuno, eccetto noi e il comitato sorto a Mulazzo, ha alzato la voce, nessuno degli attuali amministratori, ad esempio Novoa, consigliere di Mulazzo, ha “osato” pretendere, come avevamo fatto noi in occasione del crollo del ponte sul Mangiola, 12 anni fa, la realizzazione immediata di un guado che avrebbe evitato ai cittadini e alle attività commerciali di Mulazzo un disagio e una rimessa economica che dura da parecchi mesi. Novoa e Mazzoni hanno duellato e scalpitato energicamente per candidarsi a sindaco, ma nessuno dei due ha avuto la volontà di prendersi delle responsabilità, accettando passivamente valutazioni puramente tecniche di qualche funzionario di Regione. A questo proposito, non concordiamo affatto con quanto sostenuto dall’ing. Massini della Regione Toscana, nell’ultima assemblea quando, a seguito della giusta sollecitazione del presidente del comitato, Stefano Giudice, ha affermato che la “somma urgenza non si poteva fare”. Noi abbiamo altre informazioni, ci siamo documentati e abbiamo acquisito altri pareri autorevoli, sia di natura legale che tecnico-progettuale e costruttiva. Cosa ci è stato detto a proposito del guado: si poteva fare subito. Come? Con la formula della “somma urgenza” per motivi di sicurezza e di incolumità delle persone, essendo i cittadini costretti a percorrere una viabilità alternativa insicura e pericolosa (la strada di Gavedo-Cravilla la conosciamo tutti). Gli amministratori essendo i tutori della sicurezza e i responsabili dell’incolumità dei cittadini, avrebbero potuto scegliere la procedura della “somma urgenza”, anche se altri avessero espresso pareri contrari».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google