Il lutto
In arrivo quattro nuove farmacie Saranno tutte private
I dubbi del presidente dell’Ordine: meno guadagni per tutti e pochi benefici per i cittadini. E tra 10 anni via le “comunali”
MASSA. Ancora non si sa dove verranno aperte – ma la settimana prossima, un'incontro fra i rappresentanti dell'Asl, il dirigente delle farmacie comunali Mariastella Fialdini, e il presidente dell'ordine provinciale dei farmacisti, Gino Giarelli dovrebbe dare delle indicazioni in più in proposito – ma una cosa è certa: le nuove farmacie nel territorio, che apriranno per effetto del decreto sulle liberalizzazioni del governo Monti, saranno quattro e tutte private.
Quattro, che si vanno ad aggiungere alle diciotto già presenti, per un totale di ventidue.La nuova normativa nazionale, nella pratica, ha modificato il rapporto farmacie/abitanti portandolo dai 4.500 abitanti per ogni farmacia previsti dalla precedente normativa ai 3.330 attuali. Arrivano quindi nuove farmacie e questo non può che aumentare le polemiche.
Moto critico sul provvedimento e sugli effetti che prevede è il dottor Gino Giarelli, presidente dell’Ordine dei farmacisti diMassa Carrara:«Questa legge non è una liberalizzazione che aumenta la concorrenza – commenta – perché l'unico effetto che avrà sarà quello di penalizzare tutti gli esercizi aperti. Hanno già provato questo esperimento nel resto d'Europa, come in Francia e in Germania, e ora, questi stessi paesi, stanno facendo marcia indietro perché si sono resi conto che non funziona. Il farmaco non è un prodotto di largo consumo. Supponiamo che mensilmente i massesi usino100 aspirine, rimarranno 100 compresse cosumate anche se si ci sono più farmacie, ma, in compenso, più farmacie ci sono e meno ognuna di esse guadagnerà. Alcune sono già in crisi ora. Se si vuole rendere il farmaco un bene di largo consumo è un rischio grande che si corre. Si può finire come in America dove gli analgesici vengono venduti sugli scaffali dei supermercati e poi la gente muore per dosi sbagliate o mix letali».
Ma se la “casta” dei farmacisti non vede nulla di buono nel futuro della categoria, almeno la liberalizzazione porterà benefici agli utenti? Cioè: noi cittadini avremo qualche vantaggio in termini di prezzi o di distribuzione sul territorio?
La risposta dello stesso Giarelli è piena di dubbi: «Certo questa riforma porterà i farmacisti a fare prezzi più concorrenziali ma al massimo i farmaci potranno diminuire di 20 centesimi. Un vantaggio reale per gli utenti ci sarà qualora la nuova farmacia venga aperta in zone in precedenza non coperte: il nuovo centro consentnirà di evitare o ridurre gli spostamenti in cerca di una farmacia aperta. Altrimenti si finisce come più di cento anni fa, quando Crispi liberalizzò le farmacie e aprirono tutte nel centro, svuotando le periferie».
I tempi per le nuove aperture sono comunque stretti. Entro l'ultima settimana di questo mese il Comune dovrà far sapere alla Regione i punti in cui verranno aperte, dopodiché si procederà all'apertura del concorso per l'assconcegnazione. - e non più per titoli a cui potranno partecipare tutti coloro che non siano già titolari di altre farmacie. Sarà aperto quindi a dipendenti, lavoratori pubblici, neolaureati o, anche, titolari di farmacie di zone rurali con pochi abitanti. Le quattro nuove farmacie saranno quindi interamente assegnate ai privati. «Sarà così fino al 2022. - fa sapere il tesoriere dell'Albo dei farmacisti, Edoardo Bertilorenzi - La normativa prevede infatti che a partire da quella data le farmacie comunali dovranno essere vendute ai privati».
Melania Carnevali
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