Sicurezza
Caffè troppo caro alle macchinette dell’ospedale I volantini di protesta di un professore
L’insegnante Pucci aveva scritto anche al governatore Rossi «Non possono far pagare ai cittadini il buco dell’Asl»
Continua la protesta del professore Brunello Pucci contro il caro caffè delle macchinette del pronto soccorso dell’ospedale. Quegli ottanta centesimi per un bicchierino di liquido marrone non gli vanno proprio giù, anche perché costano praticamente come al bar (in alcuni locali si trova a 90 cventesimi, negli altri a un euro). Ed è pronto alla battaglia per far abbassare almeno quel prezzo in questa giugla di rincari. Come? Passando le prossime 52 domeniche, i festivi di un intero anno solare, a distribuire volantini alle persone che avranno la sfortuna di passare in ospedale per farsi curare e ai loro parenti. Nei volantini naturalmente saranno spiegati i motivi della sua levata di scudi. Se al termine della protesta non avrà ottenuto quanto sperato - e cioè il taglio del costo del caffè da macchinetta - consegnerà la tessera di militante del Pd al governatore Enrico Rossi, «perchè non mi sento di militare insieme a chi non è capace anche nel piccolo, di farsi carico dei problemi della povera gente». Il primo volantino lo ha consegnato a Pasqua e ha ottenuto molti consensi dalla gente che aspettava il proprio turno per essere curata.
Ma perché questa battaglia? È lo stesso Brunello Pucci a spiegarne i motivi: «Mi trovo costretto a espormi in prima persona, dopo aver cercato invano l'intervento riparatore del presidente della Regione Toscana.credevo che almeno lui potesse mettere fine all'assurdità di far pagare il caffè nelle macchinette del pronto soccorso 80 centesimi (cioè più che al bar, considerando le spese di gestione acqua, luce, gas, tazzine da lavare e personale). Trovandomi di fronte alla irremovibile dirigente De Laurentis, che percepisce da questo servizio 280.000 euro, mi trovo costretto a volantinare per far crescere la protesta. Considerando che l'unica cosa certa è che il buco alla Asl non lo hanno fatto i cittadini. Anzi, loro sono le prime vittime». Non solo: «La nuova gestione dell’Azienda sanitaria ha messo alla porta il Cral a cui, una volta, andava una parte degli introiti delle macchinette, cifre con cui organizzava gite e iniziative varie. Un’ingiustizia nell’ingiustizia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
