Toscana
Lavori a psichiatria Pazienti a casa, disperate le famiglie
La promessa è che il restyling durerà soltanto venti giorni Ma intanto i parenti dovranno prendersi cura dei malati
MASSA. La promessa è che il reparto resterà chiuso soltanto per venti giorni e poi potrà tornare a ospitare i pazienti. Ma siccome si parla di psichiatria i familiari di chi è ricoverato al sesto piano dell’ospedale massese sono in apprensione: l’ultima volta, quando furono necessari parecchi lavori per rimetterlo in sesto dopo un incendio, provocato da una donna che era in cura lì, bisognò attendere mesi prima di rivederlo in funzione.
Ma perché questo stop di venti giorni? Bisogna intervenire ancora a livello strutturale. Il reparto così com’è non ce la fa più a tenere più di dieci pazienti contemporaneamente. E siccome in questi ultimi tempi ci sono stati dei giorni in cui medici e infermieri hanno tenuto i malati nel corridoio è stato deciso di intervenire. Anche perché i ricoverati di psichiatria non sono come tutti gli altri, hanno bisogno di maggior controllo e soprattutto danno molte più preoccupazioni degli altri. È storia di questi giorni il ricovero di Giuseppe Rocchetti, l’uomo che si è autoaccusato di aver dato fuoco per due volte allo stabilimento balnerare della Guardia di finanza e finito all’ospedale agli arresti domiciliari. Proprio la sua detenzione potrebbe creare più di un problema: verranno mandati via tutti i pazienti oppure quelli più gravi potranno restare nella struttura, magari in un’altra area più piccola che servirà da mini reparto di emergenza?
Il problema è che di questa chiusura temporanea se ne sa poco. Soprattutto ne sanno poco i familiari di chi è ricoverato. Hanno scoperto che dal 15 di aprile si va tutti a casa, almeno fino alla seconda settimana di maggio, È stato il personale dell’ospedale a dirgli che dal 15 si chiude, ma lo avrebbero capito anche da soli visto che da una decina di giorni a questa parte il numero di dimissioni è lievitato.
«Abbiamo paura - dice il padre di un ragazzo ospite del reparto - che succeda come l’altra volta. Doveva essere una questione di pochi giorni e invece per diversi mesi le famiglie hanno dovuto affrontare una situazione d’emergenza. Noi nostro figlio non possiamo tenerlo più a casa, siamo anziani e lui quando va in crisi diventa pericoloso».
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