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Fabbricati fantasma, vecchie proprietà Prime contestazioni

Fabbricati fantasma, vecchie proprietà Prime contestazioni

Enel dice di aver passato le particelle al Comune nel 1993 Ma sono decine i privati che non possiedono più gli immobili

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MASSA. Il nome più conosciuto tra i proprietari dei fabbricati fantasma che mettono in discussione l’operato dell’Agenzia del territorio è l’Enel. All’azienda elettrica vengono contestate due particelle che non risultano dalle mappe catastali. Enel però è convinta di averle cedute al Comune di Massa nel 1993 con atto di trasferimento volontario nell'ambito di procedura espropriativa. Con ogni probabilità non sono state effettuate le volture catastali dall'ente ricevente. E per questo l’accertamento è arrivato al destinatario sbagliato.

La protesta. Ma Enel è soltanto uno dei tanti a contestare l’operato dell’Agenzia. Sono soprattutto i privati cittadini che ancora non hanno ricevuto l’avviso di accertamento e che hanno scoperto di essere stati inseriti nell’elenco dei possessori di immobili fantasma a protestare. In una decina hanno chiesto in Comune cosa devono fare per ristabilire la verità. E cioè che quei fabbricati non sono più di loro proprietà e che quindi non sono loro a dover pagare. Se non riusciranno a dimostrare che quell’accertamento non doveva arriva a loro, oltre alla liquidazione degli oneri e dell’irrogazione di apposite sanzioni, si procederà anche al calcolo delle imposte dovute per Irpef, Ici-Imu e Tarsu. Una stangata.

Passaggi saltati. Ma perché questi errori? I Comuni della provincia di Massa-Carrara hanno ricevuto dall’Agenzia del territorio i nominativi delle famiglie, delle aziende e in certi casi persino delle società pubbliche che il velivolo ha scoperto in difetto per quello che riguarda la registrazione dei relativi immobili. Evidentemente ci sono stati dei passaggi di proprietà non registrati dal vecchio catasto. Come è successo tra Enel e il Comune. Le verifiche sono state fatte nei mesi scorsi attraverso le nuove riprese aeree per “fotografare” l’esistente confrontate con fabbricati e immobili che risultano dalle carte ufficiali. La difformità tra queste due immagini ha consentito di censire le case fantasma: tra veri e propri abusi edilizi, semplici ampliamenti volumetrici o errori in fase di dichiarazione. I proprietari di questi immobili per l’Agenzia del territorio hanno un nome e un cognome, pubblicato sul sito internet del Comune di Massa, visibile a tutti accedendo nella sezione Albo pretorio. Il problema è che il registro delle proprietà non è attendibile. Ci sono dei passaggi che non sono stati aggiornati. E da parecchio tempo, visto che l’azienda elettrica parla di un atto datato 1993. Quindi, che fare? Se i proprietari indicati non si riconoscono come tali devono chiedere al più presto una verifica. Ed è quello che stanno facendo, visto che non è soltanto Enel a segnalare l’errore ma sono diverse le telefonate arrivate nella nostra redazione.

Riesame e ricorsi. I privati possono presentare ricorso contro le rendite catastali. I ricorsi possono essere presentati alla commissione tributaria provinciale trascorsi 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’avviso di affissione all’albo degli enti locali degli elenchi con gli avvisi di accertamento. L’avviso uscirà sulla Gazzetta ufficiale il 3 maggio. I ricorsi, quindi, potranno essere formalizzati dal 3 luglio. I contribuenti hanno tempo 60 giorni, a partire dal 3 luglio, appunto, per attivare il contenzioso. Dal giorno della pubblicazione all’albo dei Comuni delle rendite catastali presunte, invece, i proprietari degli immobili fantasma possono consultare gli atti e chiedere all’ufficio provinciale dell’Agenzia del Territorio il riesame dell’avviso di accertamento in sede di autotutela. La richiesta - precisa l’Agenzia - può essere effettuata in carta semplice, ma la «presentazione della richiesta di riesame dell’avviso di accertamento non interrompe né sospende i termini per la proposizione del ricorso». In sostanza, anche chi chiede il riesame dell’avvio che riceverà nei prossimi giorni dovrà presentare il ricorso alla commissione tributaria entro 60 giorni a partire dal 3 luglio.

L’Agenzia del territorio. Da quando l'Agenzia del territorio utilizza i rilevamenti aerei molte case abusive sono già venute fuori. In questi ultimi anni in Italia sono state fotografate due milioni di case non registrate al catasto in tutta Italia ed è di circa 900 milioni di euro di rendite catastali svelate il bottino dell'attività di controllo. Sono state individuate case fantasma per un valore complessivo di 234 milioni di valore imponibile evaso e immobili rurali trasformati in ville.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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