Sicurezza
Pagò i marmi con assegni scoperti, condannato a 9 mesi
CARRARA. Si era presentato come un imprenditore facoltoso. Macchina di lusso, ufficio e cantieri in costruzione in tutta Montecarlo. Si è fatto inviare marmi per 54mila euro e poi ha pagato la...
CARRARA. Si era presentato come un imprenditore facoltoso. Macchina di lusso, ufficio e cantieri in costruzione in tutta Montecarlo. Si è fatto inviare marmi per 54mila euro e poi ha pagato la fornitrice carrarese con tre assegni scoperti. Così è finito a processo per truffa l'immobiliarista monegasco Stefano Willermin: è stato condannato a 9 mesi di reclusione e 600 euro di multa. Tutto era cominciato nel migliore dei modi. Ufficio a Montecarlo, cantieri per ville extralusso in tutto il Principato ma anche a Beaulieu e Abu Dabi. Insomma proprio l'identikit di un cliente ideale.
Aveva chiesto, via email, un contatto con una commerciante di marmo carrarese, Barbara Giuntoni, prima per una campionatura di materiali, e poi per una fornitura da 54mila euro. Un primo lavoro che, stando a quanto aveva dichiarato lo stesso costruttore, avrebbe dovuto essere solo l'inizio di un proficuo rapporto di collaborazione con Carrara. Ma le cose sono andate diversamente e l'immobiliarista ha pagato i primi marmi con tre assegni scoperti: così è finito a processo. L'imprenditrice carrarese vittima della truffa, Barbara Giuntoni si è costituita parte civile ed era assistita dall'avvocato Vanni Cecchinelli.
I rapporti di lavoro erano cominciati nel 2006. Da Carrara cominciarono a spedire i marmi. E le richieste diventarono sempre più importanti: anche per altri lavori da realizzare a Abu Dabi. Si arrivò così alla fine dei lavori: in occasione della fiera Marmotec, a Carrara, il costruttore monegasco consegnò tre assegni alla commerciante, emessi da un conto presso la Banca popolare di Sondrio con sede a Montecarlo. Tutti e tre risultano scoperti.
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