Attenzione
C’è la crisi? Sanac investe due milioni
L’azienda progetta un nuovo impianto super-tecnologico per i refrattari e continua ad assumere personale
MASSA. Fatturati giù, mercati fermi, prospettive buie per l’impresa apuana. Ci sono, tuttavia, aziende che la crisi sembranno non sentirla e che – anche di questi tempi – investono e pure assumono. Produzioni “anticicliche”, le chiamano, per sottolineare come nei cicli negativi dell’economia, vanno in senso contrario.
È il caso della Sanac, azienda per la produzione di materiali refrattari che opera in zona industriale, proprio a fianco di Carrefour.
Mentre molte altre aziende si mettono alla cappa in attesa che passi la tempesta, a Sanac si investe. Due milioni di euro per la realizzazione di un nuovo impianto di impregnazione di mattoni refrattari che si affiancherà a quello già esistente e che permetterà all’azienda di raddoppiare la linea di produzione di materiali di alta gamma, con caratteristiche fisiche e di resistenza al calore di altissima qualità. Materiali, insomma, che definire mattoni refrattari è un po’ semplicistico.
«Stiamo ri-progettando un forno già esistente per realizzare un impianto più moderno ed efficente. Un investimento che ci consentirà di rispondere al meglio alle richieste del mercato, cioè delle acciaierie italiane ed europee, di cui siamo tra i principali fornitori per quanto riguarda i refrattari ceremici utlizzati negli altiforni», spiega l’ingegner Sebastiano Amore, direttore della Sanac Spa.
Il nuovo impianto dovrà essere sottoposto alla procedura di Via, valutazione di impatto ambientale: l’ok all’installazione dovrà sarà dunque condizionato alla compatibilità ambientale dell’opera. Un passaggio dettato dalle leggi ma in questo caso più che mai necessario, visto che Sanac si trova a due passi da uno dei luoghi più frequentati della città: il centro commerciale MareMonti-Carrefour, appunto.
Dopo un periodo di cassa integrazione nel corso del 2009, peraltro limitato a parte del personale, Sanac appare dunque una realtà in crescita. In grado, anche, di assumere nuovo personale. Il nuovo impianto, quando sarà a regime, dovrebbe portare a un piccolo incremento occupazionale: secondo i sindacati almeno tre unità per la gestione a ciclo continuo. «Ma in realtà – dice l’ingegner Amore – noi già assumiamo, anche se non con grandi numeri: il 90% dei contratti interinali che stipuliamo si trasformano in contratti stabili. Di questi tempi non è poco».
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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